Gelato biologico a prova di crisi

inserito il:
30.06.2009
tratto da 'Il Gelatiere Italiano'
“Moda o filosofia? Quella del biologico è per molti una delle tante mode temporanee, per altri una filosofia di vita. In realtà il prodotto da agricoltura biologica è sottoposto a una serie di controlli obbligatori previsti dalla normativa europea” afferma Elisabeth Och.
Chi mangia abitualmente bio ricerca quel poco di naturale che c’è ancora in natura; chi rigetta il bio crede invece che sia un’infatuazione passeggera e una scoperta promozionale per far pagare di più. Forse un po’ di vero c’è in entrambi gli atteggiamenti. Comunque sia, i dati dimostrano chiaramente che la vendita dei prodotti bio è in continua crescita in un contesto generale di crisi.
Secondo Ismea, (l’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare, l’autorevole ente economico italiano sull’agroalimentare), nel 2007 le vendite tramite la grande distribuzione di prodotti biologici freschi e lavorati sono aumentate del 10,2%, mentre nel primo semestre 2008 l’aumento è stato del 6%. In altre parole, in un momento di crisi economica si tagliano i consumi ritenuti superflui ma si comprano ancor di più i prodotti biologici.
L’indicazione ‘biologico’ si riferisce al metodo di produzione e non solo al singolo prodotto. La garanzia che ci troviamo di fronte a un prodotto biologico è data dall’etichetta, che lo deve accompagnare nel caso si tratti sia di un prodotto fresco sia trasformato. L’etichetta deve perciò riportare la dicitura ‘prodotto da agricoltura biologica’ e non semplicemente ‘prodotto biologico’. Anzi, bisogna diffidare delle etichette con indicato ‘bio’, ‘eco’ o simili denominazioni perché la sola definizione corretta è ‘prodotto da agricoltura biologica’. Il prodotto da agricoltura biologica è sottoposto a una serie di controlli obbligatori previsti dalla normativa europea. I soli prodotti che possono ottenere la certificazione sono quelli con almeno il 95% di ingredienti ottenuti da agricoltura biologica, i soli peraltro a poter utilizzare il logo europeo.
Anche la produzione del gelato biologico artigianale è in ascesa, soprattutto in Europa dove è conosciuto e apprezzato da tempo. Fino a oggi la produzione di gelato biologico è stata più che altro legata al settore del confezionato per la grande distribuzione, ma ora la sfida comincia a interessare anche le gelaterie artigianali, che accanto alle tradizionali creme propongono anche gusti bio. In realtà, molti maestri gelatieri già da tempo realizzano il gelato biologico, semplicemente impiegando materie prime genuine e certificate che arrivano da fornitori fidati e conosciuti. Infatti, quello che cambia rispetto al gelato tradizionale sono proprio le materie prime che, come abbiamo detto, devono provenire da agricoltura biologica certificata. Il processo di lavorazione, inteso come metodo, macchinari e attrezzature, è invece lo stesso di quello tradizionale. Però alla fine il prodotto deve essere certificato da un organismo riconosciuto.
Bio è sinonimo di qualità: la certificazione, nel settore alimentare così come in quello industriale, rappresenta per il cliente la garanzia di un processo produttivo sotto controllo e quindi è anche un efficace strumento di comunicazione. Esporre il logo europeo indica al consumatore attento e sensibile la sicurezza di un prodotto che corrisponde a standard precisi e giustifica anche un sovrapprezzo. Inoltre, ciò che è biologico è ritenuto innovativo e quindi è percepito come più raffinato. Insomma, qualità superiore della materia prima, garanzia di naturalezza, sicurezza certificata sono i valori fondamentali della comunicazione di un prodotto biologico, uniti a un prezzo generalmente elevato.
Poi basta un tocco di creatività per allestire il locale con colori neutri richiamando il concetto di naturalezza, per mettere in esposizione le materie prime facendo toccare con mano la qualità, per utilizzare materiali grezzi o riciclati esprimendo rispetto per l’ambiente e il gioco è fatto: il prodotto biologico ha una sua comunicazione specifica, anche se talvolta un po’ troppo stereotipata.
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