Il giusto prezzo del gelato

inserito il:
17.07.2009
tratto da 'Il Gelatiere Italiano'
Il primo aspetto che un imprenditore deve prendere in considerazione per gestire con profitto la propria attività, anche nel caso di una piccola realtà come una gelateria artigianale, è ovviamente quello economico.
Spese e ricavi vanno costantemente tenuti sotto controllo in modo chiaro, preciso e professionale: l’aiuto di un esperto, soprattutto nella fase iniziale, è imprescindibile. Permette infatti d’impostare in modo corretto la prassi da seguire anche in futuro e di non scordare elementi necessari a una prima analisi complessiva.
Nel caso un giovane futuro gelatiere mancasse delle basi fondamentali a livello fiscale, economico e gestionale, sarebbe bene seguisse un breve corso o si facesse seguire da un professionista.
Quali sono gli elementi che concorrono alla formazione di un costo? Il costo di un determinato prodotto è determinato dalla somma dei fattori produttivi impiegati nell’operazione della sua stessa realizzazione. Per esempio, il costo di fabbricazione di un kg di gelato è dato dalla somma dei costi relativi alle materie prime impiegate, della manodopera, dei servizi, degli aspetti finanziari eccetera. In funzione degli elementi di costo utilizzati, si evidenziano diverse tipologie di costi.
Il costo primo o ‘direct costing’ comprende tutti i costi dei fattori di produzione onerosi diretti, ossia i costi elementari direttamente riferibili all’oggetto di calcolo. L’obiettivo del costo primo è verificare i ‘rendimenti’ dei principali fattori per effettuare comparazioni dei costi nel tempo. Il costo primo è normalmente rappresentato da: costo delle materie prime utilizzate; costo della manodopera diretta utilizzata; costo delle lavorazioni eseguite da terzi.
Per passare dal costo primo al costo industriale, occorre aggiungere una quota di costi generali industriali quali per esempio l’energia elettrica, l’ammortamento dell’impianto e così via. Per essere imputata al prodotto, questa tipologia di costi necessita di un criterio di calcolo basato su elementi oggettivi. Nel caso dell’energia elettrica, occorre sapere quanti kwh si consumano per ogni ciclo produttivo, quindi bisogna suddividere per il numero dei kg prodotti il costo di questi khw consumati.
Il costo complessivo o ‘full costing’ è rappresentato dal costo di tutti i fattori produttivi onerosi utilizzati nella produzione tecnica ed economica. Per passare dal costo industriale al costo complessivo si deve aggiungere al primo una quota di costi generali non industriali, ossia dei costi commerciali, amministrativi, tributari e finanziari.
Il prezzo di vendita deve essere elaborato in funzione della tipologia di costi che s’intende coprire, e sicuramente deve essere superiore ai costi variabili e di conseguenza al costo primo. Maggiori livelli del prezzo di vendita contribuiranno a coprire quota parte dei costi residui (industriali e non industriali).
Dal costo primo al prezzo di vendita: il percorso per calcolare a quale prezzo vendere il proprio prodotto, assicurandosi un giusto margine di utile. Sommando il costo dei materiali diretti, della manodopera diretta e di altri costi diretti si ottiene il costo primo, al quale si deve aggiungere la quota di costi generali industriali per conoscere i costi industriali. Il costo complessivo si ottiene unendo a questi le quote dei costi generali commerciali, finanziari-tributari e amministrativi. Prima di fissare il prezzo di vendita è bene stabilire il margine di utile che desideriamo ricavare dalla nostra attività lavorativa.
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