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Alessandro Condurro: la Pizza è Pizza e Michele conquisterà il mondo

Il nuovo libro di Davide Ippolito parla della brand strategy dell'Antica Pizzeria da Michele a Napoli

Alessandro Condurro: la Pizza è Pizza e Michele conquisterà il mondo
Quattro chiacchiere con Alessandro Condurro - La Pizza è pizza – Il segreto che ha reso L’Antica Pizzeria da Michele un brand riconosciuto in tutto il mondo, di Davide Ippolito, Edizioni Book4Business, 18 euro.

Alessandro vedo che ti hanno dedicato un libro

Eh sì ci ha pensato un mio caro amico, Davide Ippolito. Ha 36 anni, è architetto, ma è specializzato in Economia e Marketing strategico. Molto attivo nel campo della “brand reputation”, scrive per riviste economiche ed ha una rivista sua. È venuto da me in ufficio per intervistarmi sul fenomeno “da Michele”. A detta sua la pizzeria è un bell’esempio di reputazione aziendale.

Di che si parla in questo saggio?

Il libro parla sostanzialmente di come la pizza, dalle origini ad oggi, sia diventata un simbolo italiano, specialmente napoletano, di reputazione nel mondo, e di come L’ Antica Pizzeria da Michele ne abbia cavalcato l’onda dal 1870, diventando la pizzeria napoletana di riferimento nel mondo
Si parte dalle origini storiche e letterarie della pizza e della parola “pizza”, di come si sia passati dalla “pitta” degli antichi Greci (schiacciata di farro) alla “bizza” dei Longobardi (dal germanico bizzen- morso), alla “piza” del Codex Cajetanus del 997 d.c., fino a Benedetto de Falco che nel 1535 nella sua “descrizione dei luoghi antichi di Napoli” scrive “la focaccia in napoletano è detta pizza”, ma sono tutte cose che tu sai benissimo.

Eh sì mi pare di averne scritto a qualche parte

Dopo un excursus storico, Davide approfondisce il discorso, passando ad un’analisi di tipo sociologico ed economico di come la pizza abbia avuto diffusione planetaria, nonostante sia stata dichiarata a tutti gli effetti italiana, principalmente in USA grazie alle catene Pizza Hut, Domino’s e Papà John’s.
Di come e perché queste catene si siano imposte nel mondo, puntando principalmente sul concetto di “organizzazione” e “focalizzazione” dell’offerta (Domino’s è il re del Delivery, resta famoso il suo slogan “a casa la pizza calda in 30 minuti, o non la paghi). Si analizzano le difficoltà che un prodotto artigianale come la pizza napoletana può incontrare nella sua espansione mondiale. E, parlando di “organizzazione” e “focalizzazione” del prodotto si giunge a parlare di Antica Pizzeria da Michele, come esempio più pertinente di pizzeria napoletana che ha fatto di queste due cose la chiave del successo.

Mi pare ci sia pure un po’ di storia dei Condurro in questo libro

Si è raccontata la storia della pizzeria, unita alla storia dei personaggi che l’hanno gestita:
- Salvatore Condurro, il capostipite, che da Torre Annunziata si trasferì a Napoli nel 1870.
- Michele Condurro, il fondatore della pizzeria, l’inventore del nostro impasto e delle nostre metodologie.
- Salvatore Condurro, figlio di Michele, che sopperì alla sregolatezza del padre con piglio manageriale, rilevando negli anni ‘50 una pizzeria indebitata e portandola alla fama mondiale, con i fratelli Antonio e Luigi.

Ci sei pure tu, ovviamente

E certo Alessandro Condurro, cioè io, nipote di Salvatore, co-fondatore di Michele in the World, che ha fatto di Michele un brand e lo ha portato nel mondo. Mi rivedo assolutamente nel libro, si parla della mia famiglia e di come io ho vissuto la storia della pizzeria attraverso gli anni, di come ho sviluppato le mie idee, dalla realizzazione del Marchio al primo contratto di franchising con i giapponesi.

Allora fa lo spoiler e dici ai lettori come L’ Antica Pizzeria da Michele abbia superato i primi 100 anni di vita e stia pensando già ai prossimi 200.

La risposta è nelle parole del libro. E quindi alla faccia delle Pizze Gourmet, delle pizze industriali, dei mille gusti, delle pizze costose. La pizza è pizza ed è un piatto del popolo. La pizza è pizza ed è Margherita e Marinara. La pizza è pizza e la sua esperienza più viva si vive da Michele che prova a conquistare il mondo. E’ difficile, ma ci piace assaje.

Uhm, aspettati ‘na palijata per questo che dici. Vabbè, allora la storia aziendale della Pizzeria da Michele non è solo numeri, ma anche umanità e passione?

Sì umanità e passioni, narrate già nel libro di mia cugina Laura Condurro di cui tu facesti la prefazione. Lì c’è la storia della famiglia, qui si prende spunto da quella storia per fare analisi economica e manageriale.

Senti, ma tu che stai girando per" Michele in the World " dove hai scoperto esserci più napoletanità?

C’è un po’ di Napoli in tutto il mondo, proprio perché i Napoletani sono ovunque. Nelle nostre pizzerie in tutto il mondo si parla Napoletano. A Los Angeles c’è un forte sentimento identitario, i Napoletani lì lo vivono con fierezza e sono felici di mangiare la nostra pizza. Londra è la città cosmopolita per eccellenza, ci sono più napoletani che a Napoli. Tokyo è giapponese, ma c’è una grande ammirazione ed un enorme rispetto per Napoli e la pizza napoletana. Forse la meno “napoletana” è Dubai, ma ci stiamo attrezzando in tal senso.

Il libro già è in libreria. Quando sarà presentato?

Il libro è già disponibile su Amazon, ma la presentazione ufficiale la faremo il 10 gennaio a Verona nei locali della pizzeria. Seguiranno altre presentazioni nelle varie pizzerie italiane. Consiglio la lettura per vari motivi:
1. È piccolo, 90 pagine in tutto, e di facile lettura nonostante i temi economici e storici trattati, quindi si legge in un paio d’ore
2. È interessante, è diverso dagli altri libri che trattano lo stesso tema, non è la storia strappalacrime di chi “ce l’ha fatta partendo da zero”, ma un discorso che spazia in vari argomenti, ben collegati tra loro, che offre un ottimo e condivisibile punto di vista sulpanorama attuale della pizza napoletana, analizzato con lucido distacco
3. Ci sono io...

Fanatico, ma simpatico. Adelante!