FoodClub | Logo

Coronavirus: Assembramento folle al Bocuse D'Or.

Coronavirus, i team delle varie nazioni si "assembrano" al Bocuse D'Or senza precauzioni

Coronavirus: Assembramento folle al Bocuse D'Or.

Nonostante le porte chiuse per il rispetto della normativa, per la foto di rito nessuna precauzione al Bocuse D'Or

Coronavirus: Assembramento folle al Bocuse D'Or.

Le nazionali insieme ai loro coach per la foto di rito.

Coronavirus: Assembramento folle al Bocuse D'Or.

In queste ore a Tallin, sulle rive del Mar Baltico, si sta svolgendo la Finale Europea del Bocuse d’Or , la competizione gastronomica più prestigiosa al mondo che determinerà quali saranno le 10 nazione che si qualificheranno per la gran finale che si terrà a Lione nel giugno 2021.


Quest’anno, recita il programma, per rispettare le normative antiCovid-19, la gara di cucina, nella quale si stanno sfidando in questo momento i16 paesi europei (il tutto in diretta live sul profilo instagram) si svolgerà a porte chiuse con la sola presenza dei professionisti in gara.

Fin qui tutto bene, ma notate nulla di strano nella foto di rito di apertura delle danze? Coach, giudici e team nazionali "assembrati" senza indossare alcun dispositivo di protezione personale né tantomeno curarsi di mantenere le distanze.

Domanda: Era proprio necessario?

Comprendo la volontà di voler dare al mondo della gastronomia, particolarmente devastato dalla pandemia globale, un messaggio di coraggio e fiducia ma i professionisti in foto (tra cui riconosciamo tra i volti più noti della gastronomia mondiale) non hanno pensato che rischiando un focolaio d'infezione a Tallin (nonostante gli esami sostenuti in partenza e in arrivo) metterebbero a rischio chiusura i loro ristoranti una volta ritornati a casa?

Quale ritorno d'immagine avrebbe la competizione se nelle prossime ore si venisse a conoscenza che è stata occasione di contagio per assenza di precauzioni? Chissà, forse il Bocuse D'Or è protetto da Dio.

Coronavirus: Assembramento folle al Bocuse D'Or.

Qualcuno potrebbe obiettare che essendo un evento a porte chiuse, e avendo tutti i partecipanti effettuato il tampone di rito, non vi è alcun rischio. A mio avviso data la non infallibilità dei test di rilievo, una maggiore attenzione non avrebbe guastato. Una due giorni, quella di Tallin, che potrebbe costare molto cara al mondo della gastronomia e rendere ancora più tetra la luce nella quale da mesi oramai è avvolta.