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LES DIONYSIAQUES, nomen omen, lo champagne che è un'ode alla Festa!

Champagne LES DIOYSIAQUES

LES DIONYSIAQUES, nomen omen, lo champagne che è un'ode alla Festa!
Le feste sono sempre una buona occasione per brindare con qualcosa di interessanteLe feste sono sempre una buona occasione per brindare con qualcosa di interessante.

Le feste sono sempre una buona occasione per brindare con qualcosa di interessante.

Così come i compleanni, gli anniversari, le promozioni, l’inizio del weekend, una giornata di sole..

Ok, insomma personalmente non perdo mai occasione, ma per non passare come la solita alcolizzata di turno (ricordiamoci che sono pur sempre madre di 2 figli) mi aggrappo all’ occasione Natalizia per parlarvi di questa bottiglia che io -ed il mio compare di bevute (the Big Boss)- amiamo collocare nella categoria degli Champagne da piscina.

Non perché adatto ad occasioni d’elites, ma perché te ne berresti una piscina intera senza alcun problema!

Prima cosa, geocollocazione: siamo nella Valée de la Marne, nella sua parte più a ovest verso Château Thierry.

Si ok, direte voi, come se tutti conoscessero Chateau Thierry, manco fosse Roma!

Allora spreco due parole per farvi capire.

C.T. (meglio abbreviare che odio scrivere in francese!) è famosa per due motivi:

1° è la patria di Jean de la Fontaine – quello delle favole-

2° -assai più importante- è la cittadina più grande che da inizio alla Valée de la Marne, una delle 4 provincie dedicate alla coltivazione delle uve da champagne in Champagne.

LES DIONYSIAQUES, nomen omen, lo champagne che è un'ode alla Festa!

Dall’altro lato della Valée c’è Epernay.

Sopra la Valée c’è Reims (questa la dovete sapere, se non altro per Giovanna D’Arco).

Ok, ora da buoni boyscouts abbiamo capito dove siamo e possiamo continuare.

Dicevamo, in questo buco di cuore della Valée si trova questo minuscolo domaine ancora lavorato interamente A MANO da Éliane Delalot, una esile signora di altri tempi che, all’ottava generazione di una famiglia di vignerons, ha sempre lavorato l’ettaro di vigna di proprietà, senza il supporto alcuno di mezzi meccanici e di prodotti nocivi.

(Immaginatevi una versione femminile del nonno di UP).

Questo suo approccio è sfociato naturalmente, nel 2010, nella conversione al biologico dell’azienda che ora è seguita dal figlio di Éliane, Jérôme Léfevre, (un gran pezzo di giovanotto) che ha lasciato il lavoro come insegnante di Storia dell’Arte per impegnarsi nell’arte di fare Champagne.

(Si lo so, sembra l’uomo perfetto..ma non fatemi dire certe cose che sono sposata!)

LES DIONYSIAQUES, nomen omen, lo champagne che è un'ode alla Festa!

Dunque, 1 ettaro di vigna piantata a Meunier, Pinot Nero e poco Chardonnay per una produzione di nemmeno 8.000 bottiglie.

Di queste 8.000 io me ne sono bevuta una ecceziunale veramente!

Madame e messieurs ecco a voi LES DIONYSIAQUES:

LES DIONYSIAQUES, nomen omen, lo champagne che è un'ode alla Festa!

(quella nell'angolo è la tappezzeria del cuscino del mio divano, bello eh?).

Brut di assemblaggio dei 3 classici vitigni con dominanza di Meunier. Dedicata a Dioniso, Dio del vino e dell’estasi, questa cuvée, ha un carattere estremamente classico, dato soprattutto dalla generosità del frutto e dal dosaggio nettamente superiore rispetto al trend degli ultimi anni. Eppure, nonostante la presenza decisa, ma mai invadente, della liqueur, il vino è fresco, minerale e sapido. Le note di pasticceria burrosa si fondono perfettamente con un agrume rinfrescante ed è un piacere per il naso e il palato.

Ve lo volete comprare?

Lo trovate nel listino dell'affascinante Madame Livia Riva, Atelier vini e cultura.

Stateve bbuon!