FoodClub | Logo

PROUSTriamoci al Natale

I profumi della festa più ricca dell'anno, gli odori che rendono un periodo "memorabile".

PROUSTriamoci al Natale

Dicembre. C’è aria di festa alla sola pronuncia di questa parola. Natale è cosi vicino che Dicembre E’ Natale.

Le strade sono un caos ordinato, proprio nel senso che Dicembre è un via libera per la folla a riversarsi per le vie in ogni momento utile. Le città si impreziosiscono di decori e luci che sembra di stare al polo, quello a Sud però e con i sei mesi di giorno continuo; mercatini natalizi appaiono con la stessa rapidità con cui il simpaticone di turno urla “AMBO!” alla chiamata di un unico numero nel momento della Tombola; i colori accesi degli addobbi ci riportano a quella sensazione di assuefazione da gioia tipicamente estiva: si coprono i toni invernali di un pomeriggio che non ha più il cielo sempre azzurro e fomentano un sole meno incendiato, più timido e arricchiscono chiome spoglie che non ci fanno più annegare nel profondo verde. Insomma il Natale è una festa che si rende evidente anche se provi a nasconderla, soprattutto perché –come ho già detto- è una festa che si impossessa dell’atmosfera, dell’aria.

PROUSTriamoci al Natale

Il profumo di cannella spezia l’aria e fa spaziare la mente riconducendoci a casa anche da molto lontano, riporta subito all’odore dei nostri tipici dolci natalizi davanti a caminetti in piena attività (nel pisto napoletano non può assolutamente mancare la cannella).

I profumi, gli odori sono attivatori della memoria episodica ovvero stimolando l’olfatto si può essere catapultati in un ricordo, in un momento di vita vissuta: si chiama Madeleine de Proust (sindrome di Proust) ed è praticamente un metodo di archiviazione binario con cui ogni odore verrebbe “conservato” insieme alle sensazioni emotive del momento. Sarà per questo che qualsiasi odore prettamente natalizio ci suscita solo immensa dolcezza, una pungente tenerezza che ci accarezza e ci stuzzica.

Sfido chiunque a fare i conti con il primo ricordo natalizio che gli venga in mente ed a constatare che sia qualcosa che ci attraversa completamente, dalla mente al cuore, che sia anche legato insomma ad un profumo; sfido chiunque a mettere sul tavolo quel primo ricordo ed a constatare che torna sempre tutto alla tavola. Ad una casa addobbata magari e ad una tavola imbandita di sicuro.

Cosi gli odori fanno strada tra antiche tradizioni e sempre nuove sensazioni.

Chi non sente il profumo avvolgente del miele e non viene invaso dal ricordo di una montagna di struffoli e una mamma, una nonna, una zia che accuratamente la scalano infestandola di diavulilli.

PROUSTriamoci al Natale

Chi non pensa al cenone della vigilia senza ricordarsi del baccalà, dell’odore che pure il più piccolo “pezzull” con immensa meraviglia può diffondere, invadendo cucine case ed interi palazzi.

Chi non pensa a quel lieve sentore dolciastro ma piccante delle papaccelle senza stamparsi in faccia il sorriso del momento in cui arriva a tavola l’insalata di rinforzo: immancabile come Rudolph per Babbo Natale, la renna con il naso rosso che se fosse nata a Napoli teness o’nas a papaccella.

PROUSTriamoci al Natale

Arriva anche il momento del capitone il cui odore riporta subito ad una scena che tutti noi almeno una volta abbiamo visto: anguille inarrestabili nel tentativo di fuga tra le mani di chi le cucinerà... o forse mani inarrestabili nel tentativo di cucinare anguille in fuga! Sembra che la tradizione sia tutta un augurio perché poco conta in quanti mangino il capitone, l’importante è che ce stà, che sia presente come la stella cometa sul presepe.

La cena non può finire senza la presa di possesso della tavola da parte di cesti colmi di frutta secca di ogni tipo,di dolci natalizi che si aspettano per 11 mesi: l'essenza di raffiuoli (raffioli), roccocò, susamielli(video) e mustacciuoli (mostaccioli), la loro spinta odorosa, si sposa magnificamente con il caldo profumo delle castagne appena cotte, con l'esotico dei datteri, con l'immediato ricordo del tuo vicino di posto che spacca le noci con le mani nude.

PROUSTriamoci al Natale

Ci si accorge cosi che Proust teneva ragione, che alla ricerca del tempo perduto ci si può andare in un attimo, tornando con in mente migliaia di lucine accese e centinaia di profumi ad aizzarle con il solo intento di scaldarsi e sorridere a questa fiamma, senza scottarsi né perderla perché la tradizione è la conservazione del fuoco e non l’adorazione delle ceneri.