100 Esperienze Analcoliche da fare in Italia
Il nuovo volume bilingue italiano-arabo edito da Colors of Riyadh
La nuova Dolce Vita parla sempre più spesso il linguaggio dello zero alcol. Non come rinuncia, ma come evoluzione culturale di un modo tutto italiano di vivere la convivialità. È da questa intuizione che nasce 100 Esperienze Analcoliche da fare in Italia, il nuovo volume bilingue italiano-arabo edito da Colors of Riyadh e presentato in anteprima a Firenze durante la Florence Cocktail Week negli spazi storici del Caffè Concerto Paszkowski.
Più che una guida, il libro si configura come una vera e propria mappa culturale di un’Italia che sta riscrivendo il proprio modo di intendere l’ospitalità contemporanea. Un viaggio che attraversa hotel, cocktail bar, ristoranti stellati e pizzerie d’autore, raccontando cento esperienze dove il bere analcolico diventa gesto gastronomico, rito sociale e nuova estetica del gusto.
Tra le storie più simboliche emergono il pairing di tè e tisane di un ristorante stellato veneziano, il Negroni analcolico proposto proprio nel bar dove il cocktail è nato e la reinterpretazione del Bellini a partire dalle pesche bianche della Costiera Amalfitana. Episodi che mostrano come la cultura del no alcol abbia ormai superato la dimensione della semplice alternativa, trasformandosi in un terreno creativo dove tecnica, territorio e narrazione convivono con naturalezza.
Il cuore del progetto è infatti un’idea precisa: preservare il valore conviviale della Dolce Vita italiana aprendolo a nuove sensibilità internazionali, più attente al benessere, all’inclusività e alla qualità complessiva dell’esperienza. Aperitivi, pairing, tavole condivise e rituali dell’accoglienza restano intatti nel loro fascino, ma vengono reinterpretati attraverso un linguaggio contemporaneo capace di dialogare con pubblici sempre più trasversali.
Non è un caso che il volume sia stato pubblicato in doppia lingua, italiano e arabo. Una scelta che riflette la volontà di costruire un ponte culturale con il pubblico proveniente dal Medio Oriente e dai Paesi del Golfo, offrendo una lettura chiara e sofisticata dell’ospitalità italiana oltre il tradizionale racconto centrato su vino e alcol. Pur non proponendosi come guida halal, il libro apre infatti una prospettiva nuova sulla socialità italiana, rendendola accessibile anche a chi ricerca esperienze analcoliche di alto profilo.
A rafforzare questa visione contribuiscono le riflessioni di alcune figure autorevoli della scena internazionale come Giulia Caffiero, Anthony Poncier, Francesco Galdi, Paola Mencarelli, Stefano Bassanese e Serena Mela. Dai loro contributi emerge un quadro ormai evidente: il no alcol rappresenta oggi uno dei territori più dinamici dell’ospitalità contemporanea, dove cultura gastronomica, innovazione tecnica e nuove esigenze di mercato si incontrano.
Il libro racconta così un’Italia sfaccettata e trasversale, in cui la proposta zero alcol si esprime attraverso fermentati, tè, cordial botanici, pairing gastronomici e cocktail analcolici costruiti con la stessa precisione riservata alla miscelazione classica. Un panorama che attraversa indistintamente l’hotellerie di lusso, i cocktail bar contemporanei e il mondo della pizza d’autore.
Lungo il percorso editoriale trovano inoltre spazio realtà legate ai principali circuiti internazionali come The Best Chef, The Best Pizza e Top 500 Bars, sottolineando il dialogo sempre più stretto tra la scena italiana analcolica e i riferimenti globali dell’alta ospitalità.
Accanto alle esperienze, il volume dedica un intero capitolo ai prodotti analcolici Made in Italy, fotografando un comparto in piena evoluzione dove identità territoriale e innovazione convivono con equilibrio. Tra i protagonisti figurano Amaretto ADRIATICO, Peroni Nastro Azzurro 0.0%, Galvanina, Montelvini 0%, i botanical cordial di MaGiKa li ki dō e i ready to drink 0.0 di SeiBellissimi e Bocktailed. Un racconto che restituisce profondità e dignità a un linguaggio del bere ormai centrale nel dibattito gastronomico internazionale.
Dopo la presentazione fiorentina del 15 aprile, il progetto proseguirà il suo viaggio con nuovi appuntamenti in tutta Italia. La prossima tappa sarà il 27 maggio al Julep Bar dell’Hotel de la Ville, struttura simbolo di un’ospitalità capace di evolvere verso esperienze sempre più inclusive e internazionali.
Sono inoltre in fase di definizione ulteriori presentazioni tra Venezia e Cortina in occasione delle prossime Cocktail Week, insieme a eventi nell’area MENA e a cene stellate fuori dai grandi centri urbani, come quelle previste presso Paca, il ristorante una stella Michelin di Prato. Un segnale chiaro di come il pairing analcolico stia diventando sempre più uno strumento per valorizzare l’alta cucina contemporanea senza compromessi.
Con 100 Esperienze Analcoliche da fare in Italia, la Dolce Vita cambia linguaggio ma non perde il proprio fascino. Si evolve, si apre, diventa più inclusiva e globale, mantenendo intatto ciò che l’ha resa iconica nel mondo: la capacità di trasformare ogni esperienza conviviale in un gesto di stile.