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P di Pizza, F di Foodclubbers

Recensione P di Pizza - Pzzeria P a Lissone (MB)

P di Pizza, F di Foodclubbers

P di Pizza - Pzzeria P

Via Padre Reginaldo Giuliani, 10 20851 Lissone, Lombardia
Orari Pranzo: Venerdì – Sabato 12:30 – 15:00
Orari Cena: Lunedì – Dom 19:00 – 23:30
Per info e prenotazioni: 039 9405197 (11:00-15:00 / 18:00 – chiusura)

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Pochi giorni prima delle ferie estive, avevo voglia di mangiare una pizza che fosse una buona contemporanea napoletana.

Dove? A Lissone, of course...P di Pizza, F di Foodclubbers

Ma non era l’aria, l’acqua, il sole, il mare….il Vesuvio?

Nel 2021 che la pizza sia buona solo a Napoli, o in Campania in generale, è un mito sfatato già da molto. La ruota di carro a Napoli resta sicuramente imbattibile, ma forse questo attaccamento alla tradizione ha spinto i pizzaioli partenopei a restare seduti troppo sugli allori. Sarà questo forse il motivo per cui una napoletana contemporanea è meglio mangiarla fuori Napoli? Tranne qualche rara eccezione ovviamente.

Una pizza buona è il frutto della sola bravura del pizzaiolo, della gestione di temperature, impasti e cotture, il tutto unito dall’utilizzo di ingredienti e topping ben dosati, di qualità e che non possono certamente essere limitati ad una sola area geografica - come potrebbe invece accadere per un marchio DOP.

In quest’ottica di innovazione da P di Pizza - Pzzeria P a Lissone (MB), a pochi minuti da Milano, si trova una delle migliori napoletane contemporanee della Lombardia,

servite in un locale dal layout urbano con possibilità di sedersi sia all’interno che all’esterno nella tranquilla piazzetta.

Sul menù pochissimi antipasti (fritti assenti), poche pizze come da tradizione (14) ma, a parte le 2-3 versioni della margherita, tutte le altre sono caratterizzate da un mix di prodotti locali e non seppur rigorosamente di stagione con abbinamenti originali e non scontati.

Veniamo alla scelta, in due abbiamo preso tre pizze:

• P2 Margherita con bufala a crudo

• P3 Marinara rivisitata

• P8 Patate e salsiccia cruda con raspadura lodigiana e finocchietto

P2 Margherita con bufala (in uscita)

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Si tratta di una base con San Marzano con aggiunta all’uscita di mozzarella di bufala campana DOP, olio evo BIO e basilico fresco.

Spopola soprattutto nelle pizzerie del nord Italia l’uso della mozzarella di bufala (sia cotta che cruda), un utilizzo che però spesso rovina anche un’ottima base a causa dell’eccessivo rilascio di liquido che rischia di rendere immangiabile anche un prodotto che eccelle. In questo caso invece è stata sapientemente trattata: fatta colare per evitare di avere l’effetto negativo, dando al morso un piacevole contrasto tra l’acidità del San Marzano e la freschezza della mozzarella di bufala che risultavano unite dalla morbidezza e scioglievolezza dell’impasto. Un buon equilibrio di sapori e profumi che la rendono un’ottima pizza estiva.

P3 Una rivisitazione della marinara:

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Pomodoro San Marzano DOP affumicato; All'uscita: crema di pomodoro Pizzutello giallo e aglio rosso di Nubia Presidio Slow Food, origano di collina, olio evo di Nocellara Monocultivar (Mandrarossa), basilico fresco. 

Raramente avevo visto una rivisitazione della classicissima marinara e questa è decisamente stupenda da vedere con un bel contrasto di colori giallo-rosso. La presenza della crema di pomodoro giallo regala un sapore più delicato alla marinara che si sposa perfettamente con il San Marzano; al gusto è sugosa, saporita; ha un buon profumo di origano; unica nota stonata è che si avverte purtroppo poco il sapore dell’aglio (sarà il gusto personale). Nel complesso comunque una delle migliori marinare mangiate, un bel disco di pasta morbido, ben cotto, che si scioglie in bocca.

P8 È una rivisitazione anch’essa della classica salsiccia e patate ma con ingredienti diversi:

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Fior d’Agerola, patata novella croccante; In uscita: salsiccia cruda di Bra (Fassona Piemontese), Raspadüra lodigiana, olio evo di Nocellara Monocultivar (Mandrarossa), finocchietto fresco

La più golosa delle pizze: condimenti generosi ma ben equilibrati; al morso si avverte decisamente la raspadura ed il finocchietto. Un poco meno la salsiccia di Bra che avrei preferito completamente cruda, ma forse l’attesa sul bancone l’ha leggermente cotta. Da amante delle pizze bianche per me è stata la pizza migliore tra quelle mangiate.

Per quanto riguarda le basi, i dischi hanno tutte il cornicione pronunciato ma non eccessivamente in modo da lasciare spazio ai condimenti sempre ben equilibrati con l’impasto, così da non rendere stucchevole o pesante nel complesso la pizza.

E per i dolci? Sul menù ve ne sono 4, anch’essi non scontati ma rivisitazioni di grandi classici che purtroppo causa tempo non ho avuto modo di assaggiare. Alla prossima nuova occasione non mancheranno.

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