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Bonus Ristorazione: Ecco come ottenere fino a 10.000 euro

Il bonus statale per il contributo A fondo perduto per la ristorazione è retroattivo e solo per il Made in Italy.

Bonus Ristorazione: Ecco come ottenere fino a 10.000 euro

La Conferenza Stato Regioni del 16 ottobre ha sbloccato il bonus ristorazione.

Il decreto attuativo per il contributo a fondo perduto alla filiera della ristorazione ha avuto il via libera. Il contributo di ristoro andrà da 1.000 a 10.000 euro, e sarà riconosciuto non solo ai ristoranti, ma anche alle mense, agriturismi, alberghi e ai titolari di partita IVA che effettuano catering continuativi su base contrattuale e per eventi.

Sono passati tre mesi dal varo dela misura e con la pubblicazione del decreto MEF e MiPAAF ci si avvia alla fase finale: quella della presentazione delle domande.

Il tweet del ministro Bellanova diceva “Il #FondoRistorazione è pronto a partire: 600 milioni di euro destinati ai nostri ristoratori, per l'acquisto di prodotti made in Italy.

Investiamo sul cibo, portiamo in tavola il futuro.”

Secondo le anticipazioni, la richiesta dovrà essere inoltrata tramite un portale appositamente predisposto da Poste Italiane o fisicamente presso gli sportelli sul territorio.L’importo del contributo a fondo perduto andrà da un minimo di 1.000 euro e fino ad un massimo di 10.000 euro. Il pagamento verrà effettuato per il 90% come anticipo rispetto a quanto indicato in domanda e successivamente, dopo la presentazione delle quietanze di pagamento, verrà corrisposto il restante 10%. Il bonus finanzierà gli acquisti effettuati dal 14 agosto 2020, quindi sarà “retroattivo”, anche per coprire la quota di spesa sostenuta nel periodo di stallo della misura.

Il bonus è stato riconosciuto a ristoranti, alberghi autorizzati alla somministrazione di cibo, agriturismi e catering per cui Si estende la platea dei beneficiari del bonus a fondo perduto. I 600 milioni di euro stanziati saranno destinati alle imprese registrate con determinati codici ATECO.

I requisiti saranno:

- sarà possibile chiedere il rimborso solo alle attività che possono certificare l’acquisto di prodotti made in Italy “di alta qualità”, allo scopo di incentivare e ridare lustro alla filiera nazionale;

- calo di fatturato, parametro decisivo perché per il contributo a fondo perduto sarà necessario verificare che l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi medi dei mesi da marzo a giugno 2020 sia inferiore ai tre quarti dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi medi dei mesi da marzo a giugno 2019.

- per i soggetti che hanno avviato l’attività a decorrere dal 1° gennaio 2019 non valgono i limiti di fatturato indicati nel periodo precedente.

La legge di conversione del decreto agosto ha inoltre inasprito le sanzioni previste nel caso di indebita fruizione del contributo a fondo perduto: infatti oltre al recupero dello stesso, il reato è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria pari al doppio del contributo non spettante.