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Caffè, il prezzo in aumento e seguono pizza e pane

Aumento del 15% costi caffè e tutta la colazione, ma anche pizza e pane

Caffè, il prezzo in aumento e seguono pizza e pane

Fin dalla metà del 2021 ci siamo trovati ad assistere ai vari rincari di materie prime e prodotti a seguito della crisi economica e sanitaria, ma anche dei blocchi dei porti e delle dinamiche di logistica, non da meno poi è stato il meteo - soprattutto per alcuni casi. E per finire, ora, il rincaro di petrolio e gas naturale che stanno dettando aumenti sulle bollette.

Bar, pizzerie, ristoranti, artigiani e piccoli negozi che usano elettricità e gas come fonti per la loro attività produttiva saranno i più colpiti dall’aumento delle tariffe, e saranno costretti ad adeguare i prezzi praticati al pubblico per non subire perdite, applicando rincari dei prezzi che potrebbero raggiungere quota +15% nel corso del nuovo anno.

Secondo dati e previsioni di Consumerismo ecco le variazioni di prezzi che ci ritroveremo a riscontrare:

Prezzi 2021 Prezzi 2022

Caffè al bar                  1 euro                                1,20 euro

Brioches                              1,20 euro                         1,50 euro

Pizza al taglio                      2,50 euro l’etto            3,00 euro l’etto

Pizza tonda (margherita) 7 euro                                9 euro

Pane                                     2,50 euro/kg         2,99 euro/kg

Luigi Gabriele, presidente di Consumerismo, afferma: “I 3,8 miliardi di euro previsti dalla Manovra per contrastare il caro-bollette non bastano. Per combattere l’emergenza in atto servono sia interventi strutturali, sia reperire risorse presso le grandi realtà come Terna, Snam e tutte le società di dispacciamento e distribuzione che in questo momento stanno guadagnando miliardi di euro con le reti dei cittadini. Per questo chiediamo al Governo di introdurre un prelievo sugli extraprofitti degli operatori regolati, rinazionalizzare i gestori di rete energia e gas, aumentare la produzione nazionale, favorire l’introduzione in sede europea di una tassa “Robin Hood” nei confronti dei trader di mercato che non hanno sede in paesi comunitari, e liberalizzare completamente l‘autoproduzione da fonti rinnovabili.”

Per quanto riguarda il caffè, nello specifico, c’è stato prima un periodo di siccità e poi delle intense gelate in Brasile, il paese che vale da solo un terzo della produzione globale. Rispetto al 2020 i coltivatori hanno raccolto quasi il 40 per cento in meno di caffè arabica, la varietà più consumata nel mondo. Il meteo, stavolta nella forma di umidità eccessiva, ha danneggiato i raccolti anche in Colombia, il secondo maggiore fornitore di caffè arabica. La pianta del caffè impiega anni per raggiungere la maturazione necessaria alla produzione.

Al meteo avverso si sono sommati gli intoppi alle filiere (i porti congestionati, ad esempio), che hanno limitato il trasporto marittimo della merce. E poi l’aumento dei prezzi dell’energia, che ha reso più cari i fertilizzanti: il loro ingrediente principale è l’ammoniaca, prodotta dall’idrogeno, che a sua volta viene generato perlopiù a partire da combustibili fossili.

Il costo delle materie prime che compongono i prodotti consumati durante tutta la colazione ha avuto aumenti esponenziali.

Da inizio anno le quotazioni del caffè sono salite dell’80% quelle del latte del 60% quelle di zucchero e cacao del 30%. Uno scenario che mette in serio pericolo la sopravvivenza di tante attività commerciali di somministrazione.

Una curiosità è l'aumento dei prezzi di alcuni prodotti negli ultimi 20 anni, ovvero dall'entrata in vigore dell'euro, ad esempio il prezzo del caffè è salito del 124%: nel 2001 una tazzina di caffè al bar costava in media 0,46 euro mentre oggi il prezzo è superiore a 1 euro; il pane , consumato sempre meno dagli italiani, è il prodotto che è cresciuto di più (+82%) nel settore alimentare; sempre nel 2001 un menù pizza più bibita costava in media 5,50 euro mentre oggi si arriva a 9,66 euro.

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