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CNN: The world’s 50 best foods, l’Italia trionfa

La CNN ha messo in classifica i 50 cibi più buoni al mondo con la The World's 50 Best Foods

CNN: The world’s 50 best foods, l’Italia trionfa

Una interessate e curiosa classifica dei migliori cibi del mondo è stata pubblicata dal CNN travel staff.

Si tratta del The world's 50 best foods, un elenco in forma di classifica dei cibi migliori al mondo, i piatti più gustosi di sempre e dove trovarli.

Si passa dal dolce al salato, si salta da oriente a occidente. La Francia, stranamente ha solo i croissant in classifica ma ci sono ben tre diverse varianti di pollo e... il ketchup.

Prosciutto crudo di Parma, Lasagna e Pizza per l'Italia

L’Italia è presente con ben tre prelibatezze del nostro patrimonio culturale e culinario.

Al 31esimo posto il prosciutto crudo di Parma, del quale si legge “eleva il gusto di tutto ciò che accompagna ad un livello superiore”. È celebre in tutto il mondo e si contraddistingue oltre che per le peculiarità nutrizionali (unici ingredienti sono carne suina e sale, senza additivi né conservanti) anche per la "corona", il marchio che viene impresso a fuoco solo sull'originale. Per proteggere la qualità di questo crudo, gli stessi produttori nel 1963 hanno costituito il Consorzio del prosciutto di Parma, che, da allora, vigila sulla lavorazione e sulla scelta della materia prima. Inoltre, la Comunità Europea ha conferito nel 1996 al prosciutto di Parma il riconoscimento denominazione di origine protetta (DOP). Il marchio necessita la registrazione di disciplinari di produzione e il rispetto degli stessi da parte di chiunque intenda avvalersene.

Al 23esimo posto troviamo la Lasagna, tra i piatto italiani con maggiore popolarità. Piace a grandi e piccoli, da nord a sud. La CNN scrive:”it just works” ed è esattamente così: funziona e basta, sempre e ovunque. In Emilia si fanno al ragù e in Liguria al pesto, nelle Marche sono dette vincisgrasse e in Campania si chiamano lagane; nella Lunigiana sono prodotte miscelando la farina di grano tenero o di farro oppure la semola di grano duro con la farina di castagne, mentre nel Salento leccese si chiamano Sagne, o anche Sagne 'ncannulate, cioè attorcigliate, oppure Sagne torte ovvero ritorte, e vengono servite con un sugo di pomodori freschi, basilico e cacio-ricotta, ma anche con la “ricotta-scante” che è una crema di ricotta piccante.

E da metà classifica voliamo vertiginosamente sul podio con la Pizza! No, non è al primo posto (lo avevamo dato tutti per scontato) bensì al secondo. “La pizza migliore era ed è tuttora la semplice napoletana, invenzione oggi tutelata dalla propria associazione di categoria che insiste sul sale marino, farina di grano tenero di prima scelta, l'utilizzo di soli tre tipi di pomodoro fresco, l’impasto ammaccato a mano e il rigoroso utilizzo del forno a legna, tra le altre disposizioni di qualità. Con pochi ingredienti i napoletani hanno creato un alimento che pochi fanno a dovere, ma a tutti piace molto.”

Nel 2017 l'UNESCO ha dichiarato l'arte del pizzaiuolo napoletano come patrimonio immateriale dell'umanità.

Vi sveliamo il podio al completo: ad aggiudicarsi il terzo posto è il cioccolato (Messico) con la responsabilità e la colpa di essere fondamentale e irrinunciabile”. Invece la prima posizione è del Massaman Curry, il re dei curries, quello Thailandese, quello che “anche acquistato al supermercato può rendere il peggiore dei cuochi, un potenziale candidato alla Michelin.”