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Codacons: Pizza e gelato costano cari. Crisi vera o speculazione?

Codacons: Pizza e gelato costano cari. Crisi vera o speculazione?

Codacons: Pizza e gelato costano cari. Crisi vera o speculazione?

Pizza e gelato costano cari: Bar e ristoranti hanno già aumentato i prezzi. Crisi vera o speculazione?

Dopo un indagine del quotidiano il Tempo arriva la denuncia dalle pagine del Codacons, Il coordinamento delle associazioni per la difesa dell'ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori:


Giurano e spergiurano in massa che non ritoccheranno i listini al rialzo ma già da qualche giorno, con il via all’asporto, bar e ristoranti invece questi listini li hanno ritoccati, eccome. Capita così di ritrovarsi, in zona piazza Mazzini, in un bar dove il prezzo del cappuccino passa da 1 euro e 20 (già piuttosto costoso) prima del covid, a 1 euro e 40 di due giorni fa. La giustificazione? Il monouso costa di più e comunque «la quantità nel bicchiere di latte e caffè è aumentata rispetto a prima». Ma succede anche che una pizza da asporto (zona Piazza Irnerio) costava sei euro prima del covid e solo tre giorni fa, ordinata e presa direttamente al ristorante, quella stessa pizza veniva messa a otto euro. E ancora, un chilo di gelato costava 20 euro solo dieci giorni fa, compresa panna, cialde e consegna a domicilio e ora, invece, stesso gelato, medesima confezione e medesimo tipo di consegna il prezzo è salito di ben 9 euro. Il motivo? Durante la quarantena, forse per incentivare il cliente, panna, cialde e consegna erano gratuiti, dopo no. «Una follia – tuona Claudio Pica, presidente Fiepet -Confesercenti, casi del genere vanno denunciati. Non si può speculare sul covid, lo abbiamo detto in tutti i modi i nostri associati: “Non alzate i prezzi, una politica sbagliata che fa scappare i clienti”». Sarà ma esigenza o mera speculazione, se i prezzi già ora con l’ asporto aumentano dopo cosa accadrà? Quanto costerà ad una famiglia una colazione al bar o andare a mangiare al ristorante? La maggior parte dei ristoratori interpellati assicura che i “prezzi non li alzerà”, qualcuno forse un po più candidamente, come il titolare del ristorante Pipemo dice che non lo sa ancora, che la volontà sarebbe quella di non ritoccare i listini al rialzo, ma se poi i clienti si conteranno sulle dita di una mano, come si riuscirà a non aumentare? I costi per gestire un ristorante e il suo personale sono sempre gli stessi, co vid o no, quindi? Rifiuta in modo assoluto questa logica, Luciano Sbraga della Fipe Confcommercio: «Aumentare i prezzi in una fase come questa vuol dire sottoporsi al severo giudizio dei consumatori. Se continuano a darti fiducia vuol dire che te la meriti altrimenti basta cambiare esercizio. A Roma c’ è un bar e un ristorante ogni 230 abitanti». Non fa una piega in linea teorica. C’ è davvero da augurarsi che quelli che abbiamo constatato siano e saranno casi isolati ma c’è chi, come il Codacons, già avverte che sarà un’ estate costosa per le famiglie, soprattutto per quelle che decideranno di andare al mare. Il titolare di uno stabilimento di Anzio aveva ad esempio già ammesso che sarebbe stato costretto ad aumentare i prezzi di lettini e ombrelloni nel caso in cui fossero state date per buone le linee mail sul distanziamento. Quelle linee, ora, sono rientrate, speriamo che anche lui torni sui.