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Coronavirus, Fabio Tammaro: "Ho deciso di fermare la mia azienda subito, torneremo presto"

Chiude a Verona il ristorante L'Officina dei Sapori, questo il messaggio del suo titolare Fabio Tammaro

Coronavirus, Fabio Tammaro: "Ho deciso di fermare la mia azienda subito, torneremo presto"

Chiude a Verona il ristorante Officina dei Sapori, questo il messaggio del suo titolare e chef Fabio Tammaro:

"Non è stata affatto una scelta facile, soprattutto in questo momento di grande confusione, panico e impotenza.
Ma essere titolari vuol dire anche seguire scelte difficili, spesso impopolari, seguendo la propria la propria etica e il proprio istinto.

Ho deciso di fermare la mia azienda, da subito.

Non posso rischiare la salute dei miei dipendenti, dei miei clienti e, infine, la mia.
Non posso fare tanti sacrifici, accettare le tante limitazioni, adeguarmi velocemente ad ogni direttiva del Ministro della Salute, stravolgendo la mia attività e il mio modo di vivere il mio lavoro, più e più volte, per poi accettare le scene raccapriccianti e irresponsabili che ho visto ieri: piazze strapiene, strade preso da assalto dalla movida, centri commerciali al collasso, impianti sciistici e lidi presi di assalto.
Non ho mai visto tanta irresponsabilità, menefreghismo e incapacità civica come nelle ultime 48 ore.
E mi è venuta la pelle d’oca.

Avevo deciso di tener duro, di adeguarmi ad ogni millimetro di normativa per offrire un servizio sicuro e professionale, accettando ogni restrizione, investendo sulla formazione e sulla prevenzione di questo virus infame.
Ma ho sbagliato, perché ho fatto affidamento sula responsabilità collettiva. E ieri mi sono reso conto che non c’è. Non esiste.
Che se ti fanno stare a casa per prevenire un’ epidemia mondiale ti senti obbligato ad andare in giro a divertirti.
...

Dopo tutte queste premesse e con un grandissimo groppo alla gola vi comunico che io non me la sento più.
Non me la sento di rischiare la salute di chi convive con me un lavoro, una passione, una vita, un gesto di piacere.

Noi ci fermiamo.

Ci chiuderemo in casa e valuteremo giorno dopo giorno il da farsi.
Forse riapriremo tra una settimana.
Forse tra quindi giorni.
Forse tra un mese.
Non lo so, so solo che ora eticamente e moralmente ognuno di noi deve assumersi le responsabilità di chi gli sta vicino.
Economicamente non potrei permettermi di rimanere chiuso per questo lungo periodo.
Ma alcune scelte si devono prendere con responsabilità ed etica, non col portafoglio.

Speriamo che lo Stato, la Provincia e il Comune aiuti tutti noi piccoli commercianti a ripartire, il prima possibile.
Grazie a chi condividerà la mia decisione.

Torniamo presto.
Non è una promessa.
È una minaccia."