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Datteri di mare, a Taranto 46 indagati

A Taranto 46 indagati per il traffico sui datteri di mare

Datteri di mare, a Taranto 46 indagati

A Taranto 46 gli indagati per il traffico sui datteri di mare al termine dell’inchiesta del sostituto procuratore Mariano Buccoliero, della Procura di Taranto, pescati illegalmente e rivenduti a pescherie e ristoranti della zona.Le accuse sono di associazione per delinquere aggravata, distruzione e deturpamento di bellezze naturali, inquinamento ambientale, disastro ambientale, violazioni delle norme in materia di pesca e ricettazione.  

Come scrive scattidigusto.it: "la cattura dei datteri di mare in Italia è vietata dal 1998. Gli appostamenti degli investigatori iniziano nell’estate del 2017, nella zona delle scogliere di San Vito e Punta Rondinella, che sono state irrimediabilmente danneggiate dai pescatori. La “pesca” dei datteri infatti veniva effettuata prendendo a martellate le scogliere per catturarli: questi molluschi infatti si insediano nelle fessure delle rocce calcaree, corrodendole (lo dica anche il nome scientifico, Lithophaga lithophaga, mangiatrice di rocce). Il danno ambientale viene sottolineato anche nei capi d’accusa: «Ai fini commerciali operavano l’estrazione e commercializzazione della specie protetta denominata “dattero di mare” (lithophaga lithophaga), attraverso la demolizione delle scogliere frangiflutti in località San Vito Taranto, cagionando così un grave danno alla biodiversità presente nel tratto di mare interessato, nonché l’alterazione grave ed irreversibile dell’ecosistema marino ivi esistente, il tutto in area sottoposta a vincolo paesaggistico.»

Gli indagati sono un gruppo di pescatori, alcuni che effettuavano la cattura vera e propria, altri invece che si occupavano della vendita e della consegna del pescato a pescherie, banchi dei mercati e anche a ristoranti insospettabili a Taranto, Leporano, Avetrana, nella zona di Torre Colimena, e in quella di Francavilla Fontana (Brindisi).

L’inchiesta è nata da controlli effettuati in ristoranti della zona, in cui sono stati ritrovati appunto i datteri proibiti. Una trentina di persone, fra titolari di pescherie, banchetti e ristoranti, rischiano di andare a processo per ricettazione."