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Divieto di asporto dalle 18 e chiusura attività alle 19, succede a Bari

Antonio Decaro emette nuova ordinanza a Bari su divieto di asporto e chiusura attività

Divieto di asporto dalle 18 e chiusura attività alle 19, succede a Bari

"Restrizioni e vaccini sono l'unica soluzione per evitare la terza ondata e il collasso del Paese, per questa ragione la situazione sanitaria che emerge dai dati delle ultime ore, impone provvedimenti ancora più restrittivi."

Con queste parole il sindaco di Bari Antonio Decaro aveva annunciato la sua idea di provvedimento con una ordinanza che questo pomeriggio è stata firmato e ufficializzata.

La nuova ordinanza dispone, a far data da domani, giovedì 11, e fino a domenica 28 marzo:

- il divieto di asporto di alimenti e bevande dalle ore 18.00 per tutte le attività di ristorazione comprese nel Codice ATECO 56 (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie, food-truck, ecc.) e per tutte le attività di commercio al dettaglio di bevande in esercizi specializzati comprese nel Codice ATECO 47.25;

- la chiusura dei distributori automatici h24 di alimenti e bevande a decorrere dalle ore 18.00 alle ore 7.00 del giorno successivo;

- con riferimento all’intero territorio comunale, la sospensione dalle ore 19 delle attività di vendita al dettaglio (fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari, giornali e periodici, medicinali e articoli medicali, fiori e articoli florovivaistici, tabacchi, combustibili per uso domestico e carburanti per autotrazione, articoli funerari) sia negli esercizi di vicinato, sia nelle medie e grandi strutture di vendita, ancorché ricomprese nei centri commerciali, e ferme restando le chiusure nei giorni festivi e prefestivi di cui all’art 26 co. 2 DPCM 2 marzo 2021.

Antonio Decaro ha aggiunto: "Dobbiamo evitare di essere travolti dalla terza ondata. All'ennesimo sforzo che chiediamo ai cittadini deve corrisponderne un altro molto più grande da parte di tutte le istituzioni e le categorie impegnate nella campagna vaccinale. Non è possibile continuare con questo approccio. Dobbiamo accelerare e lo dobbiamo fare ora".

Ennesima scelta comprensibile nell'ottica della tutela della situazione sanitaria ma che inesorabilmente impatta sul settore della ristorazione.

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