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È morto Georges Duboeuf definito il papa del Beaujolais

Il viniviticultore francese famoso per la produzione del novello muore a 86 anni

È morto Georges Duboeuf  definito il papa del  Beaujolais

Georges Duboeuf è morto a 86 anni oggi, a causa di una emorragia cerebrale, nella sua casa di Romanèche-Thorins (Francia centro-orientale).

Aveva iniziato a vendere vino in bicicletta a 18 anni. Si era dato da fare fin da ragazzo, dopo aver perso il padre in età così precoce da non conservare alcun ricordo di lui. Negli anni Ottanta aveva organizzato memorabili festival, con attori, politici e campioni dello sport, in occasione del rilascio dell’annata del Beaujolais Noveau. E’ arrivato a vendere 30 milioni di bottiglie, più di un quinto dei vini della denominazione. L’azienda era stata fondata nel 1964. Ogni anno è visitata da migliaia di enoturisti, grazie al “Borgo del vino” al suo interno, con negozio e sala di degustazione.

Il suo successo è legato alla produzione del Beaujolais Nouveau. È un vino rapido, prodotto in milioni di bottiglie di un vino rapido che sbarcano ogni terzo giovedì di novembre nelle enoteche del mondo. Un fenomeno di moda soprattutto negli anni Ottanta, che i produttori italiani hanno inseguito producendo infinite versione di vino Novello.

Nel 2018 aveva passato il timone della cantina al figlio Franck.Il giornale “Le Figaro” lo ricorda come “Il Papa del Beaujolais”. La rivista americana “Wine Spectator” spiega che “il suo nome è sinonimo di Beaujolais”. Lo chef stellato Georges Blanc ha raccontato alla France Press la tristezza per aver preso “un compagno di viagio, l’instancabile ambasciatore del Beaujolais”.

Beaujolais e Novello sono frutto della stessa tecnica, la macerazione carbonica, che consente di ottenere vino già pronto a poche settimane dalla vendemmia (in una cisterna si chiude l’uva, si immette anidride carbonica e si accelera così la fermentazione). Vini a bassa gradazione, da consumare subito, che non si affinano con il tempo (la versione francese è a base di Gamay). Ma i limiti sono stati trasformati in punto di forza grazie soprattutto all’idea di trasformare il giorno di uscita sul mercato in una festa mondiale in contemporanea nel mondo. Un fenomeno fino agli Novanta, poi in graduale diminuzione.