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Francesco Guarino: "La mattina il governo nazionale assume una decisione e il pomeriggio quello regionale ordina l'esatto opposto"

Riflessione di Francesco Guarino, assessore e ristoratore: "Ridateci la dignità del lavoro"

Francesco Guarino: "La mattina il governo nazionale assume una decisione e il pomeriggio quello regionale ordina l'esatto opposto"

Riceviamo e pubblichiamo questa riflessione di Francesco Guarino, assessore al comune di Villaricca e ristoratore:

LA NORMALITA' SIGNIFICA LAVORO E IL LAVORO ESPRIME DIGNITA'. NEL RISPETTO DEL PROSSIMO...

E' tempo di essere seri e rigorosi. E' tempo di essere responsabili e soprattutto è tempo di parlare chiaro alla gente, con lo sguardo rivolto all'imminente futuro. Non mi piace quello che sta accadendo dove la mattina il governo nazionale assume una decisione e il pomeriggio quello regionale ordina l'esatto opposto. Al centro ci siamo noi, cittadini che pensano di poter muovere come delle pedine, come se fosse una partita a scacchi con pedoni senz'anima, senza cuore e senza dignità.

Eppure abbiamo dimostrato che non è così. La Campania, la Calabria, la Basilicata, la Sicilia e la Puglia, sono diverse dalla Lombardia; qui il virus ha trovato pane per i suoi denti perché abbiamo saputo rispettare le regole e tutelare noi stessi e il prossimo.

Sarò impopolare, forse. Ma non sono in cerca di consensi. E' tempo che si ritorni a lavorare. Ci siamo rinchiusi dentro, abbiamo abbassato le saracinesche delle nostre attività, ci siamo caricati dei debiti, dei mutui, senza disobbedire. Siamo andati a fare la spesa a singhiozzo, rispettando le distanze sociali, con guanti e mascherine. Ci siamo dimostrati un popolo all'altezza delle nuove regole. Lo abbiamo dimostrato non solo restando a casa ma anche uscendo. Abbiamo dimostrato di saper rispettare le regole andando a fare la spesa al supermarket, andando dal gommista, dal tabaccaio, dall'edicola. Come un popolo democratico ma educato, disciplinato e responsabile.

In virtù di queste nuove regole e sempre nel rispetto di noi stessi e del prossimo, chiediamo a voce alta una sola cosa: vogliamo tornare a lavorare. Lo vuole l'imbianchino, lo vuole l'operaio, lo vuole il manovale, lo vuole l'avvocato, lo vuole il pizzaiolo, lo vuole il pasticciere, lo vuole l'artigiano, lo vuole il falegname, lo vogliono tutti. Non ci interessano né i sussidi e nemmeno l'assistenzialismo fine a se stesso. Vogliamo rimboccarci le maniche e andare a lavorare. Seppur con guanti, mascherine e caschi, vogliamo lavorare. Solo così ci riprenderemo la nostra dignità e #TorneràLaCampania
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