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Iginio Massari: "Ai ristoratori non serve la carità, con 5 mila euro non si tengono in piedi le aziende"

Decreto Ristori: I rimborsi previsti per i ristoratori sono pietosi. Così Iginio Massari a "Dritto e Rovescio"

Iginio Massari: "Ai ristoratori non serve la carità, con 5 mila euro non si tengono in piedi le aziende"

"I rimborsi previsti per i ristoratori sono pietosi". Così Iginio Massari a "Dritto e Rovescio" commenta il decreto ristori. "La carità non serve a niente - continua il maestro pasticciere - perché un'azienda non si mantiene con 3, 4 o 5mila euro". 

"Tutti sono coscienti che c'è il virus, ma non bisogna usare la politica per difendere i cittadini - prosegue Massari - bisogna usare il buon senso e dare dignità all'uomo. Io qui non la vedo".

Iginio Massari teme il sapore amaro. Della crisi dettata dal nuovo lockdown. «Troppa gente quest’anno non riuscirà a comprare il panettone» ha detto il maestro pasticciere bresciano intervenendo in diretta durante la trasmissione Mediaset Dritto e Rovescio. Sferrando un duro attacco al governo.

«I rimborsi per la nostra categoria sono pietosi. La carità non serve a nulla. Il governo non può più scherzare perché a prendere la gente per i fondelli va a finire che la gente si ribellerà. Siamo tutti consapevoli che c’è il virus, ma bisogna usare il buon senso e dare dignità all’uomo».

Il celebre pasticciere spiega poi tutti gli sforzi affrontati in questo lungo periodo di emergenza sanitaria per mantenere in piedi la sua azienda. "Noi cerchiamo con tutte le forze di esistere - racconta Massari - non ho mai voluto pesare sullo Stato, per questo motivo ci siamo inventati qualsiasi cosa per operare sul mercato ma nei limiti della legalità". 

Massari non accetta le nuove chiusure. «Ci siamo inventati tutto quello che potevamo per stare sul mercato. Abbiamo investito sulle sanificazioni e su tutto ciò che il governo ci ha chiesto. E ora ci richiude. Sono convinto che queste persone dovrebbero mettersi le mutande sulla testa che per loro è il posto giusto». A fare i conti di quanto potrà accadere ora ha pensato la figlia Debora. «Si sapeva che sarebbe finita così. Abbiamo 130 dipendenti e a marzo ne abbiamo messi 80 in cassa integrazione. Chiediamo al governo di farci lavorare».

L'intervento di Iginio Massari a Diritto e Rovescio