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Massimo Bottura, i suoi Dining Bonds vanno sold out in 24h: "Non li abbiamo lanciati per sostenerci economicamente"

I Dining Bonds di Massimo Bottura, i FUTURES, vanno sold out in 24 ore.

Massimo Bottura, i suoi Dining Bonds vanno sold out in 24h: "Non li abbiamo lanciati per sostenerci economicamente"

Secondo Massimo Bottura, chef e patron di diversi ristoranti in Italia e nel mondo, di cui tutti sicuramente conoscono l'Osteria Francescana il leggendario ristorante di Modena, la richiesta e la voglia di fine dining non è cambiata, le persone avranno ancora voglia di viaggiare per vivere esperienze culinarie che regalino emozioni.

Non potrei essere più in accordo con lui.

Alcune settimane fa alle prime avvisaglie di questa crisi, tantissimi si sono espressi sul tema "Come sarà la ristorazione del domani"; molti hanno ipotizzato una catastrofe per l'alta cucina, io sostengo ( e sono contento che il Massimo nazionale la pensi allo stesso modo) che le cucine d'autore non perderanno nemmeno un grammo del loro Appeal, ovviamente sarà determinante il tempo "Quando potremo ritornare a viaggiare liberamente?", sicuramente ( e tanti la pensano come me) appena avrò possibilità di mettere piedi fuori casa, la prima cosa che farò sarà proprio quella di godermi un'esperienza culinaria.

Secondo me, e vi ripropongo questo spunto di riflessione, sperando che raccogliate il messaggio e vi aiuti a pensarci a bocce ferme e aggiustare il tiro, i problemi li avvertiranno soprattutto i tanti locali che propongono una "finta cucina tradizionale", dove la parola Tradizione è scambiata per incuria, per trasandato.

Perché vi dico questo?

Chiaro e più che mai semplice, in Italia ( e oltre ) costretti alla quarantena ci siamo riavvicinati ai fornelli, abbiamo rispolverato volumi gastronomici e abbiamo ripreso confidenza ricette che non venivano eseguite da tempo, ci siamo lasciati consigliare da chi ne sapesse più di noi e seguito i tutorial di tanti cuochi che hanno messo a disposizione il loro sapere sui social e come un cerimoniale nelle ultime settimane, soprattutto noi italiani, abbiamo riscoperto il valore e il piacere della cucina casalinga.

Nel dramma, c'è bellezza vero?

Ma da questo punto mi viene spontaneo riproporre la domanda:

Alla ripresa, dato che evidentemente saremo tutti più "poveri", quanti saranno disposti a spendere per mangiare qualcosa che sanno di poter fare meglio in casa?

Le uscite (per molti di noi) saranno centellinate e credo che quando si avrà a disposizione tempo e denaro per concedersi un pasto fuori, si opterà decisamente per qualcosa da poter ricordare e che ci lasci qualcosa. Quindi i grandi cuochi, le cucine d'autore e tutto quanto ha valore oltre il rimpiersi lo stomaco sarà sempre attuale e desiderato.

Tornando ai Dining Bonds

Le cene prepagate di Massimo Bottura sono andate sold out in meno di 24h, qui prendono il nome di "Futures24" ma in sostanza non cambia nulla: Paghi oggi e ceni dopo la crisi.

In una conversazione con Jeff Gordinier di Esquire in cui sono intervenuti anche Kwane Onwuachi e Amanda Cohen, lo chef italiano ha dichiarato che non li ha lanciati per sostenere economicamente i suoi ristoranti ma per testare quanto interesse potesse ancora esserci nel voler tornare a fare esperienze gastronomiche.

"Abbiamo lanciato Futures 24 ore fa e siamo andati subito sold out" dice Massimo Bottura a Jeff Gordinier.

Questo restituisce senz'altro il peso del personaggio, sto seguendo i Dining Bonds da quando sono nati qui in Italia e alcuni realmente bisognosi di questo sostegno, non sono riusciti nemmeno a venderne uno.

Perché vi dico questo?

Perché mi piacerebbe molto che, Massimo Bottura da sempre attento al sociale, ambasciatore della cucina italiana nel mondo, con la sua potenza da fuoco ( intesa come visibilità globale), in questo momento così delicato per la ristorazione, considerasse di mettersi a capo dell'iniziativa e prestare la sua immagine e la sua voce ad un portale unico dove gli utenti oltre a poter acquistare i Futures delle sue attività (che da come scrivono su finedininglovers.com, non sono stati messi commercializzati per ottenere liquidità ma per testare l'interesse verso l'alta cucina) , potessero acquistare anche le cene prepagate delle decine (forse centinaia) di colleghi a cui farebbe molto comodo in questo momento poter disporre di un po' di liquidità.

Nel 2012 con una tua iniziativa sei stato capace di sostenere il consorzio del Parmigiano Reggiano, perché non provarci ancora?