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"Nel lungo termine saremo tutti morti".

appello di bar e ristoranti all'ordinanza n77 Regione Campania Vincenzo De Luca Italia

"Nel lungo termine saremo tutti morti".

Dopo l'ordinanza n. 77 del 5 ottobre 2020 emanata dal Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca in merito a "disposizioni in tema di esercizio delle attività commerciali dei bar e della ristorazione" che impone restrizioni degli esercizi e "dunque la chiusura dell’attività dalle ore 23,00 alle ore 06,00 del giorno successivo, nei giorni da domenica a giovedì; dalle ore 24,00 alle ore 6,00 del giorno successivo, nei giorni di venerdì e sabato", ecco che, a conclusione del primo weekend, iniziano ad emergere i malesseri e le riflessioni di chi in quel settore ha investito tutta la propria vita con devozione e passione. Un settore divenuto ormai il capo espiatorio di ogni male che affligge questo mondo, primo bersaglio a cui mirare ed imputare accuse. Un settore fatto di storia, di passioni e amore, di studio, ricerca ed innovazione, ma che, ahimè!, per il semplice fatto di riportare un simbolo percentuale dietro ogni involucro di vetro, vive costantemente il dilemma e la tragedia stessa, di rappresentare il male, la materializzazione dell'inferno in terra.

Ma siamo sicuri che la colpa sia proprio dei bar? Siamo sicuri che non sia piuttosto il buonsenso e la misura a mancare nell'essere umano?

Intanto il primo weekend dall'ordinanza n.77 (ormai è così che contiamo i giorni nostri) si è concluso, un sentore Orwelliano si respirava tra le strade.

Intanto qualcuno inizia ad urlare.

NON SIAMO NEGAZIONISTI NÉ VOGLIAMO...
...sostituirci ai comitati scientifici o ai vari tecnici che si avvicendano, giorno dopo giorno, e che cercano di fare chiarezza, ma l'ordinanza che impone la chiusura anticipata e indiscriminata di tutti i bar ed esercizi di ristoro profuma di Proibizionismo e non di Sanità.
Se almeno una volta hai bevuto un drink in un cocktail bar o mangiato un cornetto a mezzanotte, non puoi fare a meno di continuare a leggere ed empatizzare con quello che sto scrivendo.
I contagi, le curve, i numeri dati all'impazzata, l'insicurezza e la paura di questi giorni non sono effetto dell'orario di apertura di questa o di quella attività.
Chiudere alle 23.00 o a mezzanotte o alle 19.00, di fatto, non ha alcun effetto sulla risoluzione di alcun problema.
L'unico effetto è quello -devastante- sull'economia di tanti piccoli imprenditori, rappresentanti, filiere di produzione e dipendenti, che si vedranno costretti a rimodulare le proprie attività e le proprie entrate per un motivo del tutto casuale: l'orario di esercizio del proprio business (o quello ad essi correlato).
Mentre il Mondo continua a svolgere la propria attività senza restrizioni (anche quelle che di fatto creano contatto tra estranei e piccoli assembramenti) il mondo dell'hospitality serale e notturna si trova a fronteggiare un'emergenza nell'emergenza.
E ci fa rabbrividire l'arroganza, la supponenza, la tracotanza con cui "chi ci governa" parla dei giovani, dei bar, delle attività produttive dell'ospitalità, come fossimo macchiati di un peccato che non sapevamo di avere quando ci hanno concesso la licenza per i nostri locali.
E questo è Proibizionismo.
E il Proibizionismo c'entra poco con l'arginare un problema di natura sanitaria.
Ma, soprattutto, il Proibizionismo ha già fallito più e più volte.
- Danilo Bruno -