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Salute e Alimentazione: Volano i prodotti bio, da inizio pandemia segnano un +11%

Salute e Alimentazione, da inizio pandemia è cresciuta dell'11% la vendita di prodotti BIO

Salute e Alimentazione: Volano i prodotti bio, da inizio pandemia segnano un +11%

Le vendite dei prodotti biologici hanno subito un’impennata nel 2020, dopo l’arrivo del coronavirus. Il motivo, la ricerca di un migliore stato di salute del corpo, in particolare del sistema immunitario, attraverso una alimentazione sana. Così durante il lockdown il consumo di prodotti bio è cresciuto dell’11%.

Il coronavirus ci ha dato una bella strigliata come consumatori, ha avuto un forte impatto sulle nostre abitudini alimentari. Evidenza ne è il boom di vendite dei prodotti biologici che hanno registrato un aumento dell’11%, portando i supermarket specializzati dal 27% al 47%.

Le vendite di alimenti biologici nella grande distribuzione organizzata sono stimate in 2 miliardi di euro nel 2020. Confermate le prime tre catene: Coop con 750 referenze bio a marchio, seguita da Esselunga con 485 e Pam Panorama con 366. Avanzano anche le marche della cosmesi bio o naturale, presenti in 11 catene. Una crescita frenata dalla mancanza di una normativa europea e dalla scorciatoia facile del prodotto un po' più 'verde' ma non certificato.

La grande distribuzione, quindi, riesce a farla da padrona in ambito bio. Infatti, riesce a rendere al meglio i concetti base del prodotto bio: identità, riconoscibilità e autenticità.

In Italia il settore del biologico pare si fortissimo. Continuano a crescere le superfici investite a coltivazioni biologiche forse anche perché continua la crescita dei consumi, che sono triplicati negli ultimi dieci anni. L’incidenza del biologico sulla spesa agroalimentare è del 4%. Nel 2020 il 90% dei consumatori italiani ha acquistato più di tre volte un prodotto biologico e la percentuale sale al 97% se si considerano le famiglie che lo hanno fatto almeno una volta. Gli italiani tendono a premiare il biologico nel fresco: cresce del 7,2% il consumo di ortaggi rispetto all’anno precedente, mentre frutta e verdura rappresenta (sulla spesa biologica complessiva) rispettivamente il 27,2% e il 19,4%.