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Un uomo d'altri tempi, Lecce piange lo chef Sergio de l'Ostrica Ubriaca

Il ricordo dello storico chef leccese nelle parole di Francesco Strusi, titolare dell'Ostrica Ubriaca

Un uomo d'altri tempi, Lecce piange lo chef Sergio de l'Ostrica Ubriaca

Ostrica Ubriaca, ristorante e pescheria di Lecce, perde la sua colonna portante, lo storico chef Sergio. Questo le parole di cordoglio e ricordo di Francesco Strusi, titolare del locale, direttamente dalla pagina Facebook:

"Anche ieri, nel giorno della tua scomparsa, i clienti, non conoscendo l'accaduto, continuavano a dire "salutami Papà", mentre io in disparte piangevo ed immaginavo la tua puntuale risposta sorridente "in verità io sono il papà adottato". Non eravamo padre e figlio, ma reggevamo il "gioco" perchè ci volevamo tanto tanto bene.
Che infame il destino, non ti vedevamo da poco più di un mese e non immaginavamo mai un simile epilogo. Aspettavamo tutti con ansia di parlarti dopo l'intervento chirurgico improvviso e che ti saresti ripreso presto, ma il cielo non ha voluto.
Il dolore non è social, lo reputo un momento molto intimo, ma io ho bisogno di onorare il tuo ricordo perchè tutti, proprio tutti, sono addolorati come me.
Eri una persona di altri tempi, di rara bellezza oggi giorno, un pezzo unico: gentile, altruista, disponibile, sempre positivo e sorridente, amato da tutti, ormai eri la nostra istituzione: Sergio lo Chef!
Mi hai portato per mano fin dall'inizio dell'apertura delle cucine, condividevo con te paure e perplessità e tu sempre, sempre presente. L'Ostrica non era il tuo lavoro, era casa tua e se oggi ha fatto tanta strada molto lo deve e lo devo a te.
Ho bisogno di dirti grazie e di piangere, e sono triste per non esserti stato vicino e non averti potuto vedere, ma in Ospedale in questo maledetto periodo non si poteva andare.
Fai buon viaggio mio dolce Sergio, mancherai come il pane caldo che a morsi mangiavamo insieme in cucina "e ci se ne futte della dieta ...".
Vivrai sempre nei miei ricordi, nei miei pensieri e nella tua foto che mai mancherà nella tua Ostrica Ubriaca, perchè non potendoti vedere seduto sulla sedia all'ingresso, almeno ti vedrò li e chiuderò gli occhi. Grazie per tutto quello che hai fatto e rappresentato per me.
E non appena questo incubo sarà finito, avrò l'onore di intitolare a te la terrazza di Via Taranto insieme agli amici che tanto bene ti volevano. Il posto più bello alla persona più bella.
Arrivederci mio amato Chef, mancherai tanto, eccome se mi mancherai".