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Yannick Alléno: "L'anno scorso dissi una stupidaggine. Le donne fanno fatica a bilanciare lavoro e famiglia e finiscono per mollare. Volevo far riflettere su questo"

Il re della cucina francese Yannick Alléno si scusa per quanto disse sulle donne un anno fa

Yannick Alléno: "L'anno scorso dissi una stupidaggine. Le donne fanno fatica a bilanciare lavoro e famiglia e finiscono per mollare. Volevo far riflettere su questo"

Lo scorso anno il re della cucina francese, detentore di 13 stelle Michelin, Yannick Alléno fu contestato duramente per un suo intervento ad un evento della World's 50 Best per delle affermazioni sessiste «Le donne adatte a badare ai figli». Oggi, dalle pagine del Corriere.it arrivano le sue scuse.

Le scuse
«Un anno fa dissi una stupidaggine. Fui decapitato per quelle frasi — dice Alléno mimando con la mano il gesto di tagliarsi la gola — ma giustamente in effetti, perché non riuscii a trovare parole migliori per spiegare il mio pensiero. E se ancora oggi si parla di quell’episodio mi scuso nuovamente. In realtà volevo riflettere sul fatto che le donne, purtroppo, fanno molta fatica a diventare chef. Nonostante molte studino per entrare nell’alta cucina. Basti pensare che il 60 per cento degli iscritti all’istituto Paul Bocuse di Lione sono donne, poi però quella percentuale non riflette la composizione delle brigate dei ristoranti. Sì, lo sapevo anche prima. Ma sai, da uomo non ne avevo preso troppo coscienza. Però dopo ci ho riflettuto molto», continua. «Il problema è che i ristoranti sono ambienti duri: si lavora la sera, si lavora nei fine settimana, si lavora a Natale. Molte giovani donne fanno fatica a bilanciare lavoro e famiglia e finiscono per mollare. Io credo però che oggi gli imprenditori e gli chef debbano imporsi di assumere molte più donne. Al “Pavillon”, per esempio, abbiamo 12 sommelier, tutti uomini. Ora abbiamo deciso che appena se ne andrà uno dovrà entrare una donna. E così via». Sembra un po’ poco, in realtà, per poter riequilibrare l’ambiente. «No, perché in più abbiamo deciso di riorganizzare tutto il sistema dei turni all’interno del gruppo. Sempre dopo l’episodio — spiega lo chef — mi sono confrontato con alcuni direttori delle risorse umane di diverse aziende francesi proprio per capire: secondo loro le donne faticano in alcuni settori perché manca la flessibilità. Pensiamo alle cucine, sono sempre stati sistemi rigidi: chi entra deve dare la disponibilità a lavorare tutti i giorni, a tutti gli orari. Se il sistema ti va bene si entra, altrimenti si è fuori», continua. «Questa è ancora la mentalità dominante ma è chiaro che così le donne non ce la faranno mai. Noi invece a Parigi stiamo cambiando sistema». All’interno del «Pavillon Ledoyen», uno dei più antichi ristoranti di Parigi, acquistato da Alléno nel 2014, ci sono tre tavole, il tristellato «Alléno Paris», il bistellato «L’Abysse» e lo stellato «Pavyllon». «Ora ciascun membro dello staff dà la propria disponibilità settimanale in base alle proprie esigenze e, per coprire i turni di tutti e tre i locali, lo staff si alterna sulle tre strutture. In questo modo, ciascuno potrà lavorare tutte le sere, se vuole, oppure in altri turni se di sera non può. Chiaramente il sistema si fa più complesso, dobbiamo formare il personale per lavorare su tutte e tre i ristoranti. Ma in questo modo anche le donne saranno progressivamente facilitate e potranno bilanciare meglio lavoro e vita privata. E non ci sarà nemmeno più il ragazzo che pela e taglia carote per 20 ore al giorno tutti i giorni. Io sono cresciuto così — dice — ma è ora di cambiare». Allenò sta perdendo, insomma, la sua fama di duro? «No, la severità serve sempre. La cucina non è un ambiente divertente dove si ride e si scherza. Per arrivare a questo livello bisogna essere duri, esigenti, mai lassisti. Però è anche nostra responsabilità, ora, agire subito e imporre la parità di genere». Una vera e propria svolta, quella di Alléno, che arriva in un momento ricco anche di altri cambiamenti.

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