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Zona Verde, Giallo, Rosso e Arancione, cosa cambia per la ristorazione?

Emergenza Covid-19 in Italia, ecco cosa cambia con il nuovo DPCM e le zone gialla, arancione e rossa

Zona Verde, Giallo, Rosso e Arancione, cosa cambia per la ristorazione?

“I tempi di grande calamità e confusione sono sempre stati produttivi per le menti più grandi”, a testimonianza del fatto che in Italia ormai non brilliamo più come una volta.

È inutile negare che a governare ci sia solo una grandissima confusione complice anche una situazione nuova e mai vissuta prima difficile da tarare e affrontare, circostanze che non possono fare altro che contribuire allo squilibrio e alla crescita di una ondata che sta prendendo tutte le sembianze di uno tsunami per la ristorazione (e l'economia, tutta) italiana.

Ieri, un post Instagram di Giuseppe (Beppe) Sala, sindaco di Milano, ha riscosso successo e approvazione visto che si sottolineava che un bar alle ore 18 stesse per chiudere senza sapere se alle ore 6 sarebbe stato nelle possibilità di riaprire. Si scherzava ma mica poi tanto, dato che non erano ancora state rese pubbliche con ufficialità le ripartizioni delle regioni italiane nelle varie zone dei vari colori. Fatto sta che la suddivisione per zone scongiura un lockdown nazionale che penalizzerebbe le aree con meno contagi e tappa una volta per tutte le bocche ai governatori regionali in continua campagna elettorale a cui non stava bene mai nulla dei provvedimenti nazionali: Ora la palla passa a voi, siete fregati.

Zone colorate che hanno cambiato “toni” creando scompenso anche alle scelte più logiche.

Non c’è più il verde, perché sarebbe un segnale di allentata attenzione, ma si parte direttamente dal giallo per poi salire -in ordine crescente di rischio/gravità- con le zone arancione e rossa.

A causa della tardiva ufficializzazione che non si sa ancora se sia stata dovuta a timori, ripensamenti oppure a discordanze tra governo centrale e Regioni, il Dpcm avrà decorrenza da 6 Novembre fino al 3 Dicembre.


Tra Giallo, Rosso e Arancione, vediamo cosa cambia per la ristorazione:

LE DISPOSIZIONI NAZIONALI - Le regole per tutti.

Tutta Italia deve tenere presente le seguenti norme: coprifuoco dalle 22 fino alle 5 del mattino successivo; chi esce negli orari notturni dovrà portare con sé (o comunque firmare) l’autocertificazione che tanto abbiamo avuto modo di conoscere durante il primo lockdown; chiudono anche mostre, musei e scuole superiori, che continueranno con la didattica a distanza al 100%; chiudono i punti scommesse nei bar e nelle tabaccherie; le attività commerciali al dettaglio possono svolgersi a patto che sia assicurata la distanza interpersonale di almeno un metro, che gli ingressi avvengano in modo controllato e dilazionato e che venga impedito di sostare all’interno dei locali più del tempo necessario all’acquisto dei beni; le medie e grandi strutture di vendita e i centri commerciali, ad eccezione delle farmacie, punti vendita di generi alimentari, tabacchi ed edicole, resteranno chiuse nei giorni festivi e prefestivi.

Resta fortemente raccomandato a tutti i cittadini, indipendentemente dall’orario, di non spostarsi se non per esigenze lavorative, di studio o per motivi di salute; può essere disposta per tutta la giornata o in determinate fasce orarie la chiusura al pubblico delle piazze, fatta salva la possibilità di accesso e deflusso, agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private; i trasporti pubblici tornano alla capienza del 50%.

Per la Ristorazione:

- I bar e i ristoranti potranno restare aperti dalle 5 alle 18 con consumo al tavolo (consentito per un massimo di quattro persone per ogni tavolo, salvo che siano tutti conviventi) però restano consentite la consegna a domicilio e l’asporto fino alle 22 (sempre con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze).

- E' consentita senza limiti di orario la ristorazione negli alberghi e nelle altre strutture ricettive limitatamente ai propri clienti;

- Restano aperti gli autogrill e i servizi di ristorazione di stazioni e aeroporti.

ZONA GIALLA - rischio minore.

La zona che comprende le regioni: Liguria, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Sardegna, Marche, Abruzzo, Lazio, Campania, Molise e Basilicata.

Qui resteranno attive le norme previste a livello nazionale, quindi a grandi linee quelle già in vigore con le disposizioni del dpcm del 25 Ottobre.

Per la Ristorazione:

- I bar e i ristoranti potranno restare aperti dalle 5 alle 18 con consumo al tavolo (consentito per un massimo di quattro persone per ogni tavolo, salvo che siano tutti conviventi) però restano consentite la consegna a domicilio e l’asporto fino alle 22 (sempre con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze);

- E' consentita senza limiti di orario la ristorazione negli alberghi e nelle altre strutture ricettive limitatamente ai propri clienti;

- Restano aperti gli autogrill e i servizi di ristorazione di stazioni e aeroporti.

- Resta il coprifuoco dalle 22 alle 5 del mattino successivo.

ZONA ARANCIONE - rischio intermedio.

Ne fanno parte Sicilia e Puglia ed è considerata zona di livello 3.

Oltre tutte le disposizioni nazionali, in questa zona viene disposto il divieto di spostamento in entrata ed in uscita dalla regione stesse ed il divieto di spostamenti con mezzi di trasporto pubblici o privati in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione.

Quindi i negozi possono restare aperti al pubblico e ci si può muovere all’interno del proprio comune.

Per la Ristorazione:

- Sospensione dei servizi di bar e ristorazione a esclusione delle mense e del catering continuativi e su base contrattuale;

- Consentite la consegna a domicilio e l’asporto fino alle ore 22, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze;

- Restano aperte le aree di servizio lungo l’autostrada e i servizi di ristorazione di stazioni e aeroporti.

ZONA ROSSA - rischio alto.

Sono Lombardia, Piemonte, Valle D’Aosta e Calabria a essere parte della zona rossa, quella di livello 4, il livello massimo di rischio.

In queste regioni scatta praticamente il lockdown.

Una Regione entrata in una zona rossa vi rimarrà per un minimo di due settimane e potrà uscirne se poi la situazione migliorerà dopo una rianalisi della situazione stessa. La classificazione di una zona rossa prevede: chiusura dei negozi al dettaglio, tranne quelli che vendono generi alimentari, le farmacie, le edicole e i tabaccai. Chiusi anche i mercati non alimentari. Importante differenza anche per la didattica perché sarà consentita in presenza solo fino alla prima media, per il resto gli studenti dovranno ripartire con la didattica a distanza al 100%.

Per la ristorazione:

- Chiusi tutti i servizi di bar e ristorazione tranne i servizi di mense e catering continuativi e su base contrattuale;

- Possibilità di consegna a domicilio e asporto consentiti fino alle 22, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze;

- Restano aperte le aree di servizio lungo l’autostrada e i servizi di ristorazione di stazioni e aeroporti.

Le zone sono state divise a seconda dell’indice di contagio Rt sulla base di un coefficiente elaborato su 21 criteri di valutazione. Se non ci avete capito molto è tutto normale, nel dubbio: mascherina, distanziamento, consegna/asporto entro le 22 e in bocca al lupo.