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Bacoli. Hosteria Bugiarda, emozione e tradizione.

Bacoli, Hosteria Bugiarda

Bacoli. Hosteria Bugiarda, emozione e tradizione.
Hosteria Bugiarda
Via Terme Romane, 83, 80070 Bacoli NA
Aperto la sera e la domenica a pranzo; chiuso il mercoledì.
081 1824 5582
Degustazioni a 30 e 40 euro, 15 euro per il vino abbinato.

Il nome, un po’ ruffiano, non inganni: niente qui è approssimativo o lasciato al caso.

Dell’osteria, quella autentica, permane il forte legame col territorio e l’attenzione ai prodotti locali, valorizzati con gusto e intelligenza. Come in osteria, si cucina bene ma si fa anche molto bene la spesa, contenendo i costi e offrendo prezzi da far concorrenza alle dilaganti pizzerie.

Per il resto, la cura dei dettagli è attenta e costante.

Cominciando dagli interni. Siamo a Bacoli, a metà strada tra le Terme Romane di Baia, i resti della villa imperiale augustea e la Casina Vanvitelliana del lago Fusaro, cara ai Borbone. L’Hosteria, aperta a giugno del 2019, recupera i locali in parte seminterrati di un antico edificio: volta e pareti in tufo, cucina a vista, luci soffuse e ambiente confortevole.

Luca e Rossella Costagliola, fratello e sorella, reggono con garbo e competenza la sala.

Luigi Cosutigliola, in cucina, ha 32 anni e passaggi, in Italia e all’estero, per cucine importanti, come quella degli Alajmo.

In tavola arrivano così proposte interessanti.

La “pasta e patate bugiarda”, ad esempio, mente sulla pasta, che non c’è; non ha la complessità di quella di Nino Di Costanzo ma è piacevole e ammicca alla tradizione con intelligenza: quattro patate diverse in quattro consistenze, patata novella, patata viola, patata olandese e patata matura, con la provola aggiunta in mantecatura.

Il carpaccio di ricciola con maionese di capperi, insalata di rucola, finocchio e mandarino è eseguito bene e reca tracce evidenti della identità flegrea di questa cucina.

Come il polpo croccante con vellutata di cicerchie flegree e confettura di pomodoro cannellino, che fa giustizia di troppi polpi arrosto provati negli ultimi tempi (tutt’altro che croccanti) e si propone come manifesto della biodiversità flegrea.

Bella sfida, quella del riso Acquerello con funghi porcini, zafferano ischitano nocciole e salsa di parmigiano: ben tostato, equilibrato e intenso, un risotto non comune a queste latitudini.

Il “bottone alla genovese”, pasta fresca all’uovo farcita con demi glacé di vitello e genovese è piatto “bugiardo” perché gioca con uno dei mostri sacri della cucina napoletana: ne vien fuori un intelligente omaggio alla tradizione, da provare.

Iconici infine gli spaghetti ai tartufi di mare e friarielli: eccellente la materia prima, trattata con delicatezza e buone tecniche; sapori delicati ma precisi, emozionanti, sintesi di un gusto che parla dei Campi Flegrei che ci piacciono.

I Campi Flegrei, appunto. Dopo i fasti degli anni Ottanta, quando “La Misenetta” e “Cucchiaro” si imposero all’attenzione degli appassionati, e gli anni del triste deserto prodotto dalla ristorazione per eventi pare finalmente giunto il tempo di una nuova stagione, fatta di formazione, cultura e passione per la propria terra. Alla schiera sempre più numerosa delle buone tavole flegree possiamo ora iscrivere anche “Hosteria Bugiarda”: seguiteci, proveremo a farvele conoscere tutte!