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"Causa Smartworking" negozi e ristoranti perdono oltre 250 milioni al mese

Gli uffici vuoti e il lavoro da casa hanno generato perdite milionarie per i ristoranti

"Causa Smartworking" negozi e ristoranti perdono oltre 250 milioni al mese

Lo Smartworking, opportunità per le aziende che in tempi di Covid-19 sono riuscite a conciliare sicurezza e lavoro da casa, riducendo anche i costi di mantenere il personale in ufficio, che si traduce in una ulteriore stretta per portafogli dei ristoratori e degli esercizi pubblici in generale, che hanno visto calare i consumi di oltre 250 milioni di euro al mese. Se a questo dato aggiungiamo la mancanza (per un certo periodo) e la riduzione del turismo il quadro complessivo è più che allarmante: - 35% di fatturato medio complessivo.

Il grido d'allarme lo lancia Confersercenti, senza la "normalità" difficile che le attività possano sostenersi con modelli di business precedenti alla pandemia, che potrebbe indurre moltissimi a una calata definitiva delle sarracinesce.

Ieri, pubblicavamo lo studio di Yelp sul mercato statunitense, che ha evidenziato con numeri duri e crudi, quanto fosse stato devastante l'epidemia sul mercato a stelle e strisce, che al momento conta 16.000 chiusure definitive solo nel comparto della ristorazione. Secondo il ministero del lavoro, sarebbero, circa 1.6 milioni i lavoratori che attualmente operano da remoto, rispetto ai 220mila dell'epoca pre-covid. Un dato impressionante: 1.4 milioni i lavoratori che operando da casa, non si recano più in ufficio, riducendo di fatto le loro possibilità di spesa.

Smartworking: Cruciale nel piegare la curva epidemiologica ma dai costi sociali altissimi.

«Occorre un approccio `laico´ al tema smart working, senza demonizzarlo ma avendo allo stesso tempo ben chiari i possibili effetti collaterali sul tessuto imprenditoriale e anche sui lavoratori», spiega Giancarlo Banchieri, presidente di Fiepet, l’associazione che riunisce i pubblici esercizi e le imprese della somministrazione Confesercenti. «Il lavoro agile è una rivoluzione che deve essere gestita. Servono urgentemente sostegni per le imprese del settore della somministrazione, dalla proroga della cassa integrazione in deroga a una riparametrazione dei contributi a fondo perduto, che ad ora considerano solo il calo dei fatturati di aprile. Ma occorre anche dare un orizzonte temporale certo al lavoro agile. Il rischio è che, a settembre, migliaia di attività gettino la spugna e abbassino definitivamente la saracinesca».