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In ansia per il mutuo, ristoratore fiorentino di 44 si suicida

Firenze: in ansia per il mutuo del suo locale, ristoratore di Santa Croce si suicida

In ansia per il mutuo, ristoratore fiorentino di 44 si suicida

Cronaca di un dramma annunciato: Uomo di 44 anni, proprietario di uno storico ristorante a Piazza Santa Croce a Firenze, è stato trovato suicida.

In queste situazioni non si sa mai come commentare, spesso oltre raccontare il dramma si rischia di urtare la sensibilità di chi in queste ore sta soffrendo per la perdita del compianto ristoratore fiorentino, ma tengo a ribadire quanto detto nelle scorse settimane: Questa è la cronaca di un dramma annunciato.

Non ci voleva di certo Nostradamus per prevedere che l'inevitabile lockdown e la conseguente crisi finanziaria avrebbe (probabilmente) a lungo termine mietuto vittime in tutto il mondo. Spero vivamente di sbagliarmi, ma il numero di suicidi per problemi economici tende a diventare sempre più alto e quello che poteva sembrare un caso isolato, sta prendendo sempre più i connotati di una tendenza.

Alcuni obietteranno che da sempre i problemi finanziari portano a delle conseguenze drammatiche e non è di certo il virus il centro del problema. Certo, ma la pandemia globale ancora in atto oltre a tangibili problemi economici, sta calando l'umanità per intero nello sconforto più totale, perché spesso non è solo la grandezza del problema a gravare sulle nostre spalle, ma non sapere quando e se finirà. Queste persone non vanno lasciate sole.

Poche settimane fa ci eravamo stretti nel cordoglio per il pasticcere suicida di Montreal Patrice Bernadel, che da quanto è stato dichiarato dal fratello . Vlad Bernadel , era decisamente preoccupato per presente e futuro della sua attività tanto da portarlo a voler mettere fine alla propria vita.

La domanda che mi faccio e vi faccio è questa:

Può lo Stato, le istituzioni o chi per essi provare a intervenire prima che tutto questo accada? Non sarebbe opportuno istituire associazioni che possono ascoltare e provare nei limiti del possibile a risolvere i problemi di queste persone?

Mettere fine alla propria vita non può e non deve essere la risposta ai propri problemi e temo seriamente che, per cause collaterali, avremo il triplo dei morti di quanto avrebbe causato il virus, a lungo termine.

E' necessario trovare un sistema di prevenzione che non sia il lockdown, prima di arrivare al disordine sociale

I fatti riportati dal quotidiano LaNazione.it :

Choc nel quartiere, aveva 44 anni. Non ha lasciato biglietti ma i colleghi non hanno dubbi: "Temeva che con il calo del lavoro per il Covid non potesse sostenere il suo investimento"

Ai grattacapi quotidiani, e ai pensieri che son di tutti, ristoratori e non, di questi mesi difficili, gli si era sommata l’ansia di aver fatto un passo sbagliato, inopportuno, più lungo della gamba che, per colpa del Covid, si era sensibilmente accorciata.

Aveva acquistato il fondo del suo locale, a pochi passi da piazza Santa Croce, e pochi mesi dopo gli è arrivata tra capo e collo la scure del lockdown. Aveva sospeso il pagamento del mutuo, ma tra qualche giorno le rate sarebbero riprese. Ma gli incassi non erano neanche vicini a quelli dei «bei tempi» in cui aveva scelto di fare questo investimento. I pensieri se lo sono divorato. Chi lo conosce, è sicuro che dietro al suicidio del ristoratore fiorentino di 44 anni, ci sia questo: la depressione e le preoccupazioni che quotidianamente, da marzo, venivano dal suo locale che invece, prima, gli regalava certezze e soddisfazioni.

«In questo periodo stava lavorando poco, come tutti noi - ci dice un collega ristoratore che ha parlato con la famiglia -. Temeva di non riuscire più a pagare, di aver fatto dei sacrifici inutilmente».

Sabato pomeriggio, mentre era al lavoro, ha deciso di togliersi la vita. Proprio lì, nel ristorante che era la sua vita, nell’attività che doveva essere il futuro dei suoi due figli e che invece ora vedeva come una zavorra che sarebbe ricaduta sulla sua bella famiglia per colpa dell’operazione sfortunata.

Un peso che non sopportava più, forse. O che non riusciva più a condividere con il fratello, socio nell’attività ben avviata, ma che in questi mesi orribili stava vivendo tutte le difficoltà del momento. La mancanza di turisti, soprattutto: pane quotidiano non soltanto per i ristoranti, ma per tante imprese economiche del centro storico.

A dare l’allarme, poco prima che arrivassero i clienti per la cena, sono stati gli altri lavoratori del locale. Lo avevano visto a pranzo, regolarmente al lavoro. Lo avevano salutato, sicuri che si sarebbero rivisti qualche ora più tardi. Rimasto solo nel suo ristorante, ha compiuto l’estremo gesto. Sul posto è intervenuta una volante della polizia, che ha potuto soltanto constatare il decesso.