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"Bisogna padroneggiare il possibile, prima di poter arrivare ad innovare con abilità e raggiungere un traguardo". Giuseppe Iovine ci spiega la sua sul mondo dei cocktail bar.

Intervista a Giuseppe Iovine barman, sul mondo dei Cocktail in Italia

"Bisogna padroneggiare il possibile, prima di poter arrivare ad innovare con abilità e raggiungere un traguardo". Giuseppe Iovine ci spiega la sua sul mondo dei cocktail bar.

Esistono due categorie di persone al mondo: i pessimisti e gli ottimisti.

L’ottimismo è l’attitudine a giudicare favorevolmente lo stato e il divenire della realtà. Essere ottimisti, nell’opinione comune, è un tratto di personalità, di carattere, in genere valutato positivamente, in quanto l’ottimista è una persona che vive la vita in maniera più positiva, perché vede anche i lati migliori che la caratterizzano.

Il pessimismo invece, è l’atteggiamento costante e sistematico di sfiducia nei confronti della realtà e della vita, ed il pessimista è colui che possiede un atteggiamento di accentuata sfiducia nei confronti della realtà e dell’esistenza.

La mia vena wave mi ha sempre portato a categorizzarmi nella seconda, perché la "malinconia Iancurtiana" (così ho sempre definito me ed i seguaci di quella scena new wave mossa e scalfita da Ian Curtis..per parlare in termini chiari e semplici: coloro i quali hanno almeno una t-shirt od poster di Transmission appeso o riposto ad hoc in un cassetto) mi ha sempre portato a vedere il lato oscuro e malsano di ogni cosa, senza aver forza ed interesse, né tantomeno di gioire dell’esatto opposto in maniera duratura.

Forse è per questa ragione che persone come me (ed io in primis!), abbiam consumato fiumi di alcool durante gli anni?! Ebbene no, se così è andata non è questa la ragione.

Che tu sia pessimista od ottimista, difronte ad un bicchiere hai una scelta: puoi vederlo mezzo pieno o mezzo vuoto.

Il pessimista vede il bicchiere mezzo vuoto; l’ottimista lo vede mezzo pieno.

Naturalmente per voi che come me quel bicchiere l’avete sempre davanti mi direte: ok ma se usi un monoblocco il bicchiere è pieno anche con 9 cl di Negroni..lo stesso vale se in un tumbler versi tutta la tonica per ultimare il tuo gin tonic.

Mezzo pieno o mezzo vuoto...voi da che parte state?

Esiste un posto ed una persona conosciuta inaspettatamente e per pura casualità, che durante i momenti più brutti di questo 2020 ha continuato a guardare la parte inferiore di quel bicchiere, che nonostante nel pentagono provinciale della Campania non se ne parli come si dovrebbe se non in ambito settoriale, beh gente, questo ragazzo oltre ad esser entrato nei 30 finalisti della Beluga signature Italia, ha sempre visto il lato positivo delle cose anche quando tutto sembrava buio. Visionario ed innovativo, già prima del cruciale lockdown ha creato una linea di grandi classici imbottigliati che oggi gli son tornati molto utili, permettendogli di evitare i fantomatici ASSEMBRAMENTI, portando ad avere al banco del suo locale soltanto chi ha davvero voglia di intraprendere un percorso degustazione serio con lui.

Bando alle ciance, ho il piacere di presentarvi Giuseppe Iovine, che è riuscito a portare un clima metropolitano ed alti livelli di miscelazione in una cittadina come Marcianise (CE) con MEZZO PIENO.

"Bisogna padroneggiare il possibile, prima di poter arrivare ad innovare con abilità e raggiungere un traguardo". Giuseppe Iovine ci spiega la sua sul mondo dei cocktail bar.

- Ciao Giuseppe come stai? Raccontaci un po’ di te.

Ciao Alfredo! Beh direi che nonostante il caldo sto bene dai!

Classe ‘84 nato a Caserta ma residente in provincia (Marcianise). Dopo il diploma come perito elettrotecnico parto per Londra dai miei parenti emigrati negli anni 80, ma mi rendo conto che la big city non fa per me è troppo veloce ed io troppo immaturo. Si ritorna dunque al “paese” e da nerd a barman il passo è breve: dai 20 ai 28 anni lavoro in Siemens telecomunicazioni con qualche piccola parentesi dietro al banco ma non come mixologist. Quando l’azienda inizia a vacillare prendo la palla al balzo e decido di licenziarmi e viaggiare senza una meta. Prima Lisbona poi Berlino ed infine Barcellona (per circa 3 anni).

- Come è nata questa passione per il tuo lavoro?

La passione per il bar è innata, è qualcosa che cresce forte dentro di me, è successo tutto in modo naturale. Decido ad un tratto che è arrivato il momento, bisogna rimboccarsi le maniche e iniziare a studiare. Dopo svariati corsi di formazione mi sento abbastanza pronto per aprire il mio cocktail bar MEZZOPIENO, piccolo e di design dove posso esprimere tutto me stesso.

Sono passati quasi 4 anni dal quel momento e tra alti e bassi oggi ha trovato il suo equilibrio anche grazie al supporto della comunità di barman locali che mi hanno spinto a non mollare.

- Beh direi che ti sei dato molto da fare negli anni, anche con challenge e concorsi. Dimmi un po‘ dell’ultimo a cui hai partecipato.

Si ho partecipato all Beluga Signature Italia, rientando tra i 30 finalisti. Purtroppo l’iniziativa è stata rinviata a data da definirsi causa covid-19. Scopo del concorso era quello di crare un cocktail a base di vodka Beluga che riflettesse il concetto di “equilibrio perfetto” (tema dell’edizione 2020).

Un tema interessante e non del tutto fuori dalla realtà e da probabilmente la nostra “mission” in quanto tutto il nostro lavoro è una questione di equilibrio. Bisogna padroneggiare il possibile, prima di poter arrivare ad innovare con abilità e raggiungere un traguardo.

La perfezione si crea, non si fa.

"Bisogna padroneggiare il possibile, prima di poter arrivare ad innovare con abilità e raggiungere un traguardo". Giuseppe Iovine ci spiega la sua sul mondo dei cocktail bar.

- Come definiresti il tuo stile di miscelazione?

Poliedrico. Credo che esser versatili in questo lavoro sia la chiave di forza per non cader mai nel monotono. Bisogna saper innovare sempre, senza focalizzarsi su un solo stile o una sola tecnica in particolare. Si rischierebbe di travisare degli aspetti fondamentali del nostro lavoro.

- L’ospitalità per Giuseppe Iovine?

Il sorriso (quello vero), e poi non perdere mai d’occhio il cliente, anticiparlo in sua ogni sua necessità.

- Se posso chiedertelo, chi è la tua fonte di ispirazione?

Ma guarda tante e nessuna, rubo tanti piccoli dettagli da ogni cosa che mi circonda, che guardo che seguo per poi personalizzarli.

- Ipotizzando di poter cambiare in meglio il tuo settore, cosa vorresti?

Vorrei che ci fosse un percorso di formazione universitario.

- Qual è per te l’errore da non commettere MAI nel tuo lavoro?

Portarsi i problemi a lavoro.

- E l’errore per te passabile?

Non conoscere un drink del medioevo! :)

- Questo tipo di lavoro porta ad esser osservatori di situazioni e scene al quanto strane. Qual è stata la cosa più strange che ti sia capitata di vedere?

Un cliente che faceva la fila per andare in bagno di fronte allo sgabuzzino

- E la richiesta più assurda?

Un cornetto con la nutella (era serio)

- Il tuo drink preferito?

Red hook

"Bisogna padroneggiare il possibile, prima di poter arrivare ad innovare con abilità e raggiungere un traguardo". Giuseppe Iovine ci spiega la sua sul mondo dei cocktail bar.