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Ventiquattr’ore in Procida alla scoperta della cultura e gastronomia isolana

Il racconto di una giornata a Procida, alla scoperta dell'isola

Ventiquattr’ore in Procida alla scoperta della cultura e gastronomia isolana

Dalle bellezze di Torre Murata piatti identitari e distillati di Girone, dai profumi di Procida all’esordio della Vesuviatella di Giuseppe Ratto, l’isola di Arturo non smette di stupire e meravigliare.

Procida è una delle tre isole visitabili presenti nel Golfo di Napoli, la più piccola, ma con una significativa gastronomia territoriale, unita ad una rilevante esposizione mediatica, anche seguente alla prestigiosa designazione a capitale italiana della cultura, due anni orsono: sempre contiguo alla deriva oleografica – “Il postino” è ovunque echeggiato, citato, evocato – negli ultimi anni è assurta ad ineludibile meta turistica.

Una giornata è un tempo relativamente compresso, nel corso del quale possono concentrarsi alcune brevi visite, tuttavia rivelatrici di un affascinante localismo, spesso all’insegna di un proficuo interscambio culturale con il capoluogo partenopeo, laddove le reciproche influenze di fanno contaminazione e concrezione.

Ventiquattr’ore in Procida alla scoperta della cultura e gastronomia isolana

Arrivati al porto, il primo sguardo va, d’acchito, al profilo delle case arroccate sulla banchina, che sfoggiano una gamma cromatica accesa, vero e proprio tratto d’istintivo d’accoglienza dell’isola, laddove si trovano affollati bar e variopinti locali di souvenir.

Ci dirigiamo immediatamente verso il borgo medievale di Terra Murata, un luogo di impervia bellezza situato sul punto più alto dell’isola, reso unico non solo per le fortificazioni medievali ivi allocate, ma anche per i due cannoni a lunga gittata risalenti alla Repubblica napoletana del 1799: qui, nella chiesa di S, Margherita Nuova, si svolge la nuova edizione di “Procida premia la cultura”, manifestazione ideata da Rosaria Cantagallo giunta alla terza edizione – anche owner del brand Profumi di Procida – dedicata segnatamente alla promozione e valorizzazione dell’identità procidana, in connubio con quella partenopea.

Ventiquattr’ore in Procida alla scoperta della cultura e gastronomia isolana

Tra gli sponsor troviamo “Vesuviatella”, nuova creazione della nostra vecchia conoscenza, il Maestro pasticciere Giuseppe Ratto il quale la propone – sotto l’egida dell’owner ideatore Eduardo Ferrara - in tre versioni variazioni, pastafrolla sabbiata, pralinato al cioccolato e babà, assaggiate in anteprima: sempre più versatile il prodotto, che nell’intento degli autori richiama la stilizzazione della sagoma del Vesuvio, unitamente al Monte Somma, non appaia iconoclasta l’intento di apparire una valida alternativa alla lingua dolce, dessert di pasta sfoglia rettangolare tipico del luogo.

Terminato l’evento – che ha visto avvicendarsi, tra gli ospiti premiati, nomi del calibro di Luigi De Magistris, Amedeo Colella, Monica Sarnelli, Adriano Falivene, Patrizio Rispo, Claudio Ciccarone – ci dirigiamo verso lo storico ristorante “Da Girone” sul lungomare Cristoforo Colombo, nei pressi della spiaggia della Chiaiolella: non prima di esserci concessi un gin-tonic a base di Corricella gin, ottenuto dall’unione di un infuso di agrumi locali e botaniche tipiche, con un classico London Dry londinese, davvero delizioso.

Ventiquattr’ore in Procida alla scoperta della cultura e gastronomia isolana

Da Ischia a Procida, raccontare un ristorante significa anche scandagliare una storia familiare, come quella della famiglia di Girone, un personaggio affascinante e ieratico, dall’aspetto imponente e solenne: oggi la sala è gestita con mano ferma dalla figlia Enza, ed il panorama spazia dall’isolotto di Vivara al faraglione di Ciraccio, terminando con l’inconfondibile sagoma di Ischia.

Ventiquattr’ore in Procida alla scoperta della cultura e gastronomia isolana

Girone – evoluzione di Ciro, nome del titolare - è dunque divenuto negli anni vero e proprio nume tutelare della gastronomia isolana, con una terrazza esterna mozzafiato a picco sul mare: fra i signature dish del locale troviamo la palamita – sagace l’utilizzo del pesce azzurro, considerato tradizionalmente poveri e liminare nelle preparazioni – ma anche la gustosa insalata di arance con olive disidratate, e la pizza con pesto di limoni, provola, pepe rosa ed alici.

Ventiquattr’ore in Procida alla scoperta della cultura e gastronomia isolana
Ventiquattr’ore in Procida alla scoperta della cultura e gastronomia isolana

Sulla delizia al limone, con la quale chiudiamo la visita, degustiamo infine la selezione di distillati home-made del titolare, serviti in caratteristiche bottiglie “customizzate” di vetro: una menzione per l’Agrumello, liquore, parafrasando il titolare, ottenuto con un blend in infusione di agrumi locali “comm ce gira a capa”, stilema di un’allegra anarchia produttiva, volta alla riscoperta di ricette autarchiche, tramandate di generazione in generazione.

Ventiquattr’ore in Procida alla scoperta della cultura e gastronomia isolana
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