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Giovanni Amodio: e-commerce, delivery, ghost kitchen, alleanza etica della filiera segneranno il salto di qualità

Giovanni Amodio CEO latteria Sorrentina ci parla del day after

Giovanni Amodio: e-commerce, delivery, ghost kitchen, alleanza etica della filiera segneranno il salto di qualità

Giovanni Amodio è il responsabile del marketing di Latteria Sorrentina Gruppo Amodio. L’azienda è leader della distribuzione dei prodotti lattiero caseari freschi nel mondo della ristorazione. Lo abbiamo raggiunto per sentire cosa ne pensa del day after crisi coronavirus.

Dunque, Giovanni, cosa sta succedendo in Latteria Sorrentina?

Lavoriamo notte e giorno. Abbiamo ristrutturato i nostri canali distributivi. Il nostro punto di riferimento l’Horeca, ovviamente, soffre in questo momento. Quindi abbiamo implementato la nostra piattaforma on line, il rapporto con la GDO e le trasformazioni industriali. In verità, Il nostro canale die-commerce è stato lanciato già sette anni fa, quando il pubblico non era pronto. Ma soltanto in questi ultimi due mesi ha assorbito gran parte della nostra produzione. Nella Grande Distribuzione Organizzata continuiamo a serre presenti nei supermercati Amodio, Deco, Adhoce e in altre catene o in aziende, come i pastifici, che utilizzano il nostro prodotto caseario, soprattutto ricotta e fiordilatte, per confezionare paste ripiene.

Nessun cambiamento, allora.

No, anzi. Abbiamo fatto una piccola rivoluzione interna e abbiamo scelto di aumentare le piccole confezioni. Quelle adatte al consumo familiare. Il nostro target della pizzeria che richiede vaschette di fiordilatte da 4 kg è stato sostituito da quello della famiglia che richiede porzioni ridotte. E allora abbiamo lanciato con grande successo un kit per fare la pizza a casa. Altre aziende fanno vaschette pronto usocon affettati. Oppure porzioni già pronte e da consumare insieme a kit con affettati.

Sicurezza sul lavoro?

Sulle linee di lavoro sempre attive abbiamo attivato protocolli di sicurezza più stringenti in linea con quanto viene richiesto a seguito dell’emergenza Covid19. Abbiamo ora certificazioni di qualità e di protezione elevatissimi. I turni di lavoro si sono allungati per evitare sovraffollamento nei reparti produttivi. Ovviamente la cascata della sicurezza e dei ritmi di lavoro si replica anche nei nostri hub logistici

Come vedi il futuro a partire dal day after?

Osservo che i canali di distribuzione stanno cambiando. Intanto una riapertura della delivery potrebbe migliorare qualcosa. Poi c’è l’e-commerce e la vendita online. Interessante è il fenomeno che si sta sviluppando all’Estero e nel Nord Italia. Quello delle Gost Kitchen. Si tratta di aggregazione di piccole aziende che si aggregano in punti strategici nella metropoli e nelle grandi città per produrre, confezionare e consegnare a domicilia piatti pronti nella massima sicurezza.

Un’idea replicabile anche in Campania secondo te?

Perché no? Tutto è possibile. Non si tratterebbe solo di start up, ma anche di modelli di riconversione di talune pizzerie, trattorie, ristoranti o paninoteche. Immagina un modello di aggregazione strategico dove ci sia un solo canone di affitto e una molteplicità di spese di base condivise per produrre piatti pronti: dalla cucina tradizionale, a quella gourmet o etnica; dal panino e hamburger, al sushi, al cibo helathy o alla pizza. Condivisione di produzione, confezionamento e servizio di delivery nella massima sicurezza. Una sfida non impossibile. In Campania non c’è nulla di simile finora.

Che tempi ha la ripresa?

I dati epidemiologici degli esperti non è che lascino tranquilli sulla durata della fase 2 e del dopo. C’è timore dell’ondata di contagio di ritorno, della ripresa di attività del Covid19. E che si fa? Si resta a guardare? Alcuni nostri clienti in Corea ci dicono che la ripresa comunque è legata a protocolli di sicurezza elevatissimi. Sarà così anche qui da noi immagino. Penso inoltre a una gradualità e purtroppo temo che ci sarà una selezione naturale. Non tutti saranno in grado si sostenere le spese. Sicurezza e sanificazione sono onerose.

Ma si ritornerà in pizzeria e al ristorante?

La voglia di andare a ristorante o in pizzeria è tanta, ma sarà ostacolata dalla paura del contagio. Bisognerà comunicare con la clientela rassicurandola. La convivialità vuole la spensieratezza. L’esperienza del gusto è più bella in una tavola allargata, non distante. Ma tutto passerà e si ritornerà ad essere sereni e felici come prima

Latteria Sorrentina, insomma è fiduciosa.

Questi giorni ci hanno fatto guardare ad altri valori della vita dal punto di vista intimistico e personale. Come azienda immaginiamo un grande ritorno alla qualità del made in Italy. Dimostreremo che i prodotti alimentari italiani sono i migliori al mondo. Noi riprenderemo il nostro target che è la pizzeria, ma non trascureremo quello che abbiamo in questi mesi capito. Che bisogna stare vicino alle esigenze delle famiglie. Bisogna semplificare l’approccio al prodotto. Porzioni ridotte e finanche già pronte per essere consumate. Poi noi siamo leader nella produzione di latticini freschi. E ci corre l’obbligo di una grande alleanza non solo economica, ma anche etica e sostenibile con il mondo della produzione e dell’allevamento. Latteria Sorrentina, cioè, deve stringere un patto sempre più stretto e vincolante, in termini di integrazione, solidarietà e garanzia, con tutta la filiera agroalimentare italiana.