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La città di Vienna regalerà 40 milioni di euro in buoni gastronomici. Ecco perché bisognerebbe farlo subito anche in Italia.

Buoni gastronomici per le famiglie: Ecco perché bisognerebbe farlo subito anche in Italia.

La città di Vienna regalerà 40 milioni di euro in buoni gastronomici. Ecco perché bisognerebbe farlo subito anche in Italia.

Ne scrissi qualche giorno fa, alla notizia che il governo italiano "stava pensando a buoni vacanze per le famiglie", mi chiesi: "E perché non buoni per la ristorazione?"

A quanto pare, nonostante non sia un economista, con 25 anni di commercio alle spalle, credo di aver imparato qualcosa su come ragiona il pubblico.

Buoni da distribuire alle famiglie per indurle a tornare a spendere nel settore dell'ospitalità? Per qualcuno pare sia una buona idea, tanto è che la città di Vienna regalerà 40 milioni di euro in voucher gastronomici.

Nonostante l'Austria sia stata tra i paesi meno colpiti dal covid-19, si è dovuta anch'essa chiudere il 16 marzo scorso, il blocco totale del settore dell'ospitalità si è fatto sentire, allentato il lockdown il governo ha pensato ad un modo interessante per spingere la popolazione a tornare nei ristoranti:

950.000 buoni gastronomici per le famiglie viennesi da un valore variabile dai 25 ai 50 euro.

La capitale austriaca da sempre famosa per la cultura della caffetteria, del pub e della birreria all'aperto ritiene fondamentale che la scena gastronomica, fulcro dello stare insieme e della società civile, torni a vivere dando respiro alle 6.500 aziende che operano nel settore dell'ospitalità e che assicurano 60.000 posti di lavoro nella sola Vienna.

L'iniziativa fa parte di un piano più ampio da parte del governo federale, per aiutare la ristorazione tagliando le tasse come l'IVA sulle bevande analcoliche e abbassandole sul consumo di alcolici. Il settore, inevitabilmente, così come sta accadendo in tutto il mondo, è stato influenzato negativamente dal blocco, e per una città come Vienna che vive di turismo 365° l'anno, è stata veramente dura affrontare l'assenza di una clientela internazionale.

I residenti di Vienna riceveranno i buoni per posta, con un valore di € 50 per ogni famiglia, mentre i singoli riceveranno buoni per un valore di € 25, da scambiare in contanti una volta incassati.

La città di Vienna regalerà 40 milioni di euro in buoni gastronomici. Ecco perché bisognerebbe farlo subito anche in Italia.

Perché credo sia la migliore soluzione per far ripartire la ristorazione?

Distribuire dei buoni alle famiglie da spendere al ristorante (al bar, in pizzeria) sarebbe senz'altro un modo più dignitoso per far ripartire l'industria dell'ospitalità e dare fiducia ai clienti, e innescare un sistema virtuoso che porterebbe non solo la ristorazione a beneficiarne, ma l'economia italiana intero:

  • Misura mirata - Sarebbero spendibili solo in locali che somministrano alimenti e bevande, questo creerebbe un focus specifico e si avrebbe la certezza di aver destinato questi fondi in maniera esclusiva al settore.
  • Umore nazionale - Le famiglie colpite dall'emergenza economica avrebbero immediatamente la possibilità di tornare a mangiare&bere fuori casa, senza dover attendere il prossimo stipendio o quando la loro economia glielo consentirà. Ci farebbe ritrovare immediatamente il sorriso, non credete?
  • Sicurezza & Fiducia - I Cittadini che in queste settimane ne hanno viste e sentite di tutti i colori, hanno (secondo diversi studi condotti in tutto il mondo) decisamente paura di recarsi in luoghi pubblici, "costringerli" a uscire, in sicurezza e nel rispetto delle norme, darebbe loro la possibilità di riprendere fiducia verso la ristorazione e magari mollare immediatamente il pregiudizio, constatando con mano che non vi è nulla di cui preoccuparsi.
    Il vantaggio immediato? Probabilmente una volta acquisita fiducia tornerebbero a spendere volentieri e frequentemente in loro denaro nel settore dell'ospitalità, trasformando questa singola immissione di liquidità in un'azione continua.
La città di Vienna regalerà 40 milioni di euro in buoni gastronomici. Ecco perché bisognerebbe farlo subito anche in Italia.
Esempio di Economia circolare
  • Economia circolare - Non distribuendo denaro diretto ai professionisti della ristorazione, ma ai clienti, si innescherebbe un meccanismo a catena che metterebbe immediatamente in moto l'economia di tutto l'indotto, come? Ecco spiegato:

a) Gli esercenti, sapendo che da qui a breve vi sarebbero dei clienti da accogliere, si farebbero trovare pronti, quindi acquisterebbero materiale da produttori, distributori, agricoltori etc etc. consentendo anche a quest'ultimi di ripartire e tornare ad avere possibilità di spesa.

b) Bar, ristoranti, pizzerie, farebbero tornare dipendenti lasciati a casa per scarsa movimentazione a lavoro. Il personale ritroverebbe la propria capacità di spesa che sarebbe destinata ai più diversi settori.

c) Il lavoro è dignità, sono più che convinto che tra 1000 euro "regalati" dalle casse statali e 1000 euro da incassare con il lavoro, preferirebbero di gran lunga rivedere i loro locali "vivi" e avere la possibilità di guadagnarseli, ritrovando fiducia e tornando a fare quello che sanno fare meglio, ospitare.

d) Ci conosciamo, l'idea di un pasto regalato dallo Stato magari con un termine entro quale consumarlo, innescherebbe il "Perché no? Andiamo a testare". Un perché no, impossibile per molti italiani, considerando le economie non floride e la paura di altrettanti.

Caro Governo italiano, con il fior fior di economisti che abbiamo a disposizione, che dici, lo facciamo un pensiero? Dare 100 euro oggi ad ogni cittadino italiano da spendere nell'ospitalità, te ne farebbe tornare sotto forma di tasse 200 a fine mese, darebbe gioia alle famiglie, allevierebbe la tensione e salverebbe migliaia di posti di lavoro. Forza, non è difficile.