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NATIONAL MARTINI DAY – ecco come è andata ieri!

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NATIONAL MARTINI DAY – ecco come è andata ieri!

Il 19 Giugno scorso si è celebrato il National Martini Day.

La prerogativa era semplicemente una:

scuotere un po'di gin e vermouth con ghiaccio e aggiungere un tocco di limone..e subito ci si sentiva catapultati in un casinò di Montecarlo, in smoking nero con un’OMEGA Speedmaster al polso. Tutti ci siam sentiti come Bond, James Bond!

Le leggende intorno alle origini del Martini Cocktail son tante e diverseUna di queste ne colloca la nascita intorno al 1870 nella città di Martinez, in California, dove sarebbe stato creato da Julio Richelieu per un minatore di San Francisco entrato nel suo saloon carico di pepite d’oro. A dare alito a questo racconto sono gli abitanti della città, che nel 1992 hanno affisso una targa per commemorare il primo Martini servito nella storia. Altra storia ne attribuisce invece l’invenzione al signor Martini di Arma di Taggia (Imperia), un emigrante italiano assunto al Knickerbocker Hotel di New York, che nel 1910 preparò la miscela in onore del petroliere John D. Rockefeller. Entrambe sono state ribattute da Barnaby Conrad III, che a sua volta ritiene sia una creazione di Jerry Thomas all’Occidental Hotel in Montgomery Street, a San Francisco. Nell’ultima edizione del The Bartender's Guide del “professore” il drink compare ancora con il nome Martinez, mentre la prima attestazione di Martini Cocktail la troviamo nel New and Improved Bartenders’ Manual di Harry Johnson dell’anno seguente.

Una cosa è certa: all’inizio del Novecento, il drink era molto popolare negli Usa e che da allora la sua fama non è mai tramontata. Merito è anche dei romanzi e dei film su James Bond.

NATIONAL MARTINI DAY – ecco come è andata ieri!

LA RICETTA:

Ingredienti

5,5 cl London Dry Gin

1,5 cl Martini Extra Dry

Preparazione

Raffreddare con ghiaccio coppetta Martini, versare prima Martini Extra Dry raffreddato con ghiaccio, quindi aggiungere il London Dry Gin raffreddato con ghiaccio, splash scorza di limone. Guarnire con oliva verde.

Ma vediamo tutte le varianti di questo cocktail:

  • Dirty – questo Martini include salamoia o succo di olive dal barattolo di olive.
  • Dry – il vermouth si riduce in modo significativo nei Martini e il gin diventa lo spirito principale. Il rapporto extra dry aumenta ulteriormente il rapporto.
  • Gibson – - Invece di un'oliva, i baristi guarniscono il Martini con una cipolla sottaceto.
  • Shaken vs. Stirred – La maggior parte dei baristi ti dirà che il miglior Martini è agitato. Lo shaken martini tende ad essere inferiore a causa di un paio di ragioni: le gocce di ghiaccio innaffiano la bevanda e scuotere il Martini aggiunge aria al cocktail. Un Martini agitato si traduce in un'esperienza più fluida e piena.
  • Straight Up – Questo Martini può essere agitato o mescolato, ma è teso e servito senza ghiaccio - l'opposto di un Martini sulle rocce.
  • Fumoso o bruciato: il whisky scozzese sostituisce il vermouth in questo Martini. Un tocco di limone guarnisce il bicchiere.
  • Smoky or Burnt – il whisky scozzese sostituisce il vermouth in questo Martini. Un tocco di limone guarnisce il bicchiere.
  • Wet – dove il Martini secco ha meno vermouth, questo ha di più.
  • With a Twist – Il barista aggiunge una sottile striscia di scorza di agrumi al Martini come contorno o nella bevanda.
NATIONAL MARTINI DAY – ecco come è andata ieri!

James Bond come è evidente in Casinò Royal ordinava il suo vodka Martini “agitato e non mescolato!”

Quando debuttò negli anni ’60 james bond, il cocktail martini prese il sopravvento diventando il drink più bevuto, forse proprio perché donava un’onnipotenza in chi stringeva quella coppetta trasparente tra le mani, come lo scettro dell’immunità dai timori della vita.

Successivamente col cambio delle mode a Gin e bourbon si è sostituita la Vodka: più smart e più trendy?! Oggi si è giunti ad un equilibrio di preferenze, ciò che era considerato obsoleto è stato ripreso e rivalorizzato rendendo tutto non più una scelta di “moda” bensì di “gusto”!

Ragion per cui, per celebrare la giornata la bastava ordinare un Martini od una delle varianti del cocktail e buttar giù a colpi intermittenti e progressivi l’intruglio.

I prossimi appuntamenti?

Mojito Day

Gin and Tonic Day

Giorno del barista

Settimana Mocktail

Giorno di Cesare

Margarita Day

Dunque se il lockdown da poco superato ci ha reso panificatori e pizzaioli, l’estate ci regalerà qualche insegnamento in più sulla storia dei cocktail e perché no: su come berli.