FoodClub | Logo Esdra

Rai Report: Caputo Mundi. Iovene vittima dell'autocelebrazione o spot consapevole?

Inchiesta Rai Report sulla pizza: Bernardo Iovene si è fatto incastrare

Rai Report: Caputo Mundi. Iovene vittima dell'autocelebrazione o spot consapevole?

Ci siamo posti delle domande e pare che il mondo pizza campano abbia fatto scacco matto a Report, vendicandosi per l'inchiesta 2014.

Forse la nostra è una ricostruzione che può essere ritenuta un tantino fantasiosa, probabilmente miope, parziale e viziata dalla "gelosia" che provo per il successo di curatori, giornalisti e pizzaioli intervistati, quindi siate pazienti e perdonatemi ma se è vero come è senz'altro vero che a pensare male si fa peccato, è altrettanto vero che spesso si rischia di prenderci.

C'è probabilmente un regista dietro questa opera maestra, un abile stratega che è riuscito a incastonare tutte le gemme del suo forziere e il suo nome è Vincenzo Pagano. Come? Vediamo.

Perché l'inchiesta di Report è miope, parziale e sbagliata?

Perché tiene conto di una sola versione dei fatti, quella che fa comodo agli inquisitori e tutela gli interessi di pizzaioli, giornalisti e curatori che sono legati a rapporti interessati con un singolo sponsor. In questo mondo in cui comunicazione, giornalismo e sopravvivenza è tutto un mescolarsi, bene o male sono tra i pochi che può dire -magari sbagliando- quello che tanti pensano.

Un telespettatore inesperto e non a conoscenza di fatti e personaggi si sarà fatto propinare la tesi senza batter ciglio, ma esiste una piccola percentuale di persone che proprio non riesce a digerire la cosa, che ha memoria e allo scorrere delle immagini interrotte di tanto in tanto dall'autocelebrazione investigativa di chi vuole mettersi il distintivo di "AVERE CAMBIATO LA PIZZA NAPOLETANA", anziché un'inchiesta aveva l'impressione di guardare una pubblicità a reti unificate.

Ma per farvi capire cosa intendo, è sufficiente che rispondiate insieme a me alle domande che mi sono fatto durante la trasmissione a cui allegherò delle immagini per non farvi affaticare troppo.

Quale farina utilizzano la maggioranza degl'imprenditori e pizzaioli intervistati?

Michele in The World, probabilmente tra i clienti più importanti per il Mulino Caputo. Oltre 30 pizzerie nel mondo, quest'anno ha vinto per la seconda volta il riconoscimento come "Miglior Catena di Pizza artigianale nel mondo" per 50Toppizza. Cosa c'è di strano? Nulla, la pizza è buonissima e le pizzerie sono meritevoli ma per comprendere perché arriviamo a definire un quadro che ci sembra quantomeno sospetto bisogna dire che i curatori della classifica hanno in Caputo un partner importante in molte delle loro attività. Sembra quasi che la lista sia un mezzo per promuovere nel mondo un certo modo di fare pizza, una pizza che ha bisogno di determinati ingredienti.

Rai Report: Caputo Mundi. Iovene vittima dell'autocelebrazione o spot consapevole?

Enzo Coccia, ante litteram degli innovatori. Il primo pizzaiolo napoletano a ragionare sui topping e a ritenere che una selezione di qualità avrebbe senz'altro giovato al mondo pizza. Colpa del taglio e cuci del montaggio? Forse, ma è un fatto che le sue parole hanno fortificato la tesi che il mondo pizza sia stato cambiato grazie a Report. Nonostante il suo impegno quasi ventennale, in tv è sembrato rinnegare un lavoro che gli è riconosciuto dalla comunità e che porta il suo nome.

Rai Report: Caputo Mundi. Iovene vittima dell'autocelebrazione o spot consapevole?

Davide Civitiello, volto della pizza della catena Rossopomodoro e testimonial della farina Caputo. Nel 2013 si è laureato campione del mondo al 12° Campionato Mondiale del Pizzaiuolo “Trofeo Caputo”

Rai Report: Caputo Mundi. Iovene vittima dell'autocelebrazione o spot consapevole?Davide Civitiello, volto della pizza della catena Rossopomodoro e testimonial della farina Caputo. Nel 2013 si è laureato campione del mondo al 12° Campionato Mondiale del Pizzaiuolo “Trofeo Caputo”
Rai Report: Caputo Mundi. Iovene vittima dell'autocelebrazione o spot consapevole?

Ciro Salvo di 50 Kalò, uno dei migliori pizzaioli al mondo. Si classifica sistematicamente tra i primi nelle diverse liste e nelle sue pizzerie utilizza farine Caputo.

Rai Report: Caputo Mundi. Iovene vittima dell'autocelebrazione o spot consapevole?

Gino Sorbillo, probabilmente il pizzaiolo più famoso al mondo che conta diverse pizzerie da New York a Napoli.

Rai Report: Caputo Mundi. Iovene vittima dell'autocelebrazione o spot consapevole?

Vincenzo Capuano, star dei social e campione del mondo 2022 pizza contemporanea alla Caputo Cup assegnata durante la manifestazione del Pizza Village sponsorizzata Caputo.

Qual é lo sponsor del giornalista cicerone della puntata?

Rai Report: Caputo Mundi. Iovene vittima dell'autocelebrazione o spot consapevole?

Scattidigusto.it di Vincenzo Pagano

Che rapporti hanno i curatori 50 top con il Mulino Caputo?

Rai Report: Caputo Mundi. Iovene vittima dell'autocelebrazione o spot consapevole?

50Toppitaly di Pignataro &Co è sponsorizzata Caputo.

Rai Report: Caputo Mundi. Iovene vittima dell'autocelebrazione o spot consapevole?

La "Guida alle 200 migliori pizzerie della Campania" di Luciano Pignataro ha come main sponsor Caputo.

Rai Report: Caputo Mundi. Iovene vittima dell'autocelebrazione o spot consapevole?

First World Pizza Summit a Madrid del gruppo 50 Toppizza

Chi organizza il Pizza Village?

Quale molino è stato l'unico mostrato nella trasmissione?

Possibile che i reporter investigativi senza macchia della RAI prima di montare un'inchiesta non si siano posti determinate domande?

Per equità e rendere un servizio pubblico onesto, non sarebbe stato il caso di coinvolgere più parti per un contraddittorio?

La risposta potrebbe essere semplice: questa straordinaria farina rende migliori i pizzaioli ed è abbastanza scontato che sia scelta da chi vuole produrre una pizza eccellente. Gli artigiani "mostrati" sono indiscutibilmente tra i migliori della categoria, ma siamo sicuri che il quadro disegnato e la tesi dimostrata sarebbe stata la stessa scegliendo pizzerie e/o pizzaioli a caso se non ci fosse stato un copione prestabilito? Sarebbe bastato entrare in una qualsiasi pizzeria di quartiere per trovare uno scenario esattamente uguale, se non peggiore, a quello ritratto nel 2014. Così come nel 2014 si sarebbe potuto raccontare di una "new wave" del mondo pizza visitando con lo stesso criterio selettivo coloro che all'epoca, e non erano pochi, che già da anni lavoravano per migliorare il comparto. Sarebbe stata la verità? In entrambi casi solo una parte di essa.

Forse era troppo ghiotta l'occasione per un giornalista partenopeo essere ritenuto colui -e riceverne il "riconoscimento"- che ha cambiato la mentalità dei guerrieri fondamentalisti della pizza napoletana per approfondire.

Insomma sarebbe bastato scompigliare le carte e invitare qualche voce fuori contesto per cambiare totalmente la storia che ci hanno raccontato, ma poi non sarebbe stata possibile l'autocelebrazione pilotata del programma d'inchiesta più amato dagli italiani. Lo stesso Enzo Coccia, riconosciuto da molti come il precursore che ha trasformato e contemporaneizzato la pizza napoletana, ha abdicato o è stato usato per confermare la tesi. Autocelebrazione che è stata probabilmente l'unico motivo che ha spinto REPORT a tornare in regione per rivedere lo stato di cose alla luce dell'inchiesta 2014.

Vincenzo Pagano ha architettato il tutto o è stato solamente un caso che abbia scelto determinate attività? Report nella persona di Bernardo Iovene è stato vittima della lusinga o complice? Ad ogni modo complimenti al giornalista cicerone della puntata.

Il caro Vincenzo ha coccolato l’ego degli inquisitori facendogli credere che lo stravolgimento del mondo pizza sia avvenuta grazie all’indagine del 2014, li ha fatti tornare in Regione dandogli merito del cambiamento e così facendo ha reso gratis uno spot a diffusione nazionali al mulino sponsor principale di classifiche e del suo blog, alle liste stesse e ai bravissimi pizzaioli che ne fanno parte.

Addirittura Il Curatore Maximo, il caro Luciano Pignataro dopo aver scritto decine di articoli di protesta e invocato la guerra santa per poco non si è inginocchiato a Iovene a reti unificate pur di mostrare le sue liste in TV.

E di questo sono dispiaciuto in quanto a "Pignataro&Company" di cui non condivido il metodo, va riconosciuto il merito di aver contribuito pesantemente all'evoluzione, emancipazione e contemporaneizzazione del mondo pizza. Come? mettendo in competizione i pizzaioli, spesso l'uno contro l'altro, famiglie contro famiglie, e in questo sfidarsi per la poltrona di numero uno per alcuni e millesima per altri, ha tirato da alcuni talentuosi artigiani il meglio che fossero capaci di produrre pur di riuscire a ricevere un riconoscimento e bearsene. Il machiavellico Luciano non dimentica nulla, non fa passi falsi e da fine stratega sa che l'importante è vincere perché poi ai vincenti tocca riscrivere i fatti e manco stavolta si è fatto sfuggire l'occasione di scambiare visibilità per i suoi affari accreditandosi presso la RAI alla propria insindacabile e autorevole opinione.

Report? La lusinga frega anche quelli che si ritengono intelligenti e sopra le parti. Vi siete fatti fare il gioco delle tre carte. Ad ogni modo complimenti a tutti gli attori, mi scappello dinanzi a una vendetta così fine e servita a bassa temperatura

Seguici su facebook foodclub.it

Entra nel vivo della discussione sul nostro gruppo, un luogo libero dove professionisti della ristorazione, clienti e #foodlovers si confrontano sui temi del giorno: Join the #foodclubbers Be#foodclubber