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Viaggio in Scozia alla scoperta di whisky e distillerie. Tappa n2: GlenDronach Distillery

GLENDRONACH DISTILLERY: LA FORZA DELLA TRADIZIONE

Viaggio in Scozia alla scoperta di whisky e distillerie. Tappa n2: GlenDronach Distillery

Qualche mese fa ho avuto la possibilità di immergermi nel mondo dei whisky scozzesi. Con i ragazzi di FineSpirits, abbiamo attraversato la Scozia ed in particolare lo Speyside, alla scoperta di un territorio che fa del distillato di grano una cultura vera e propria oltre che una ragione di vita. C'è passione, c'è cura, amore di una nazione e dei suoi abitanti verso questo prodotto. Non è solo il piacere di bere un buon whisky, no, è un amore incondizionato e radicato nell'animo di ogni abitate.

Viaggio in Scozia alla scoperta di whisky e distillerie. Tappa n2: GlenDronach Distillery

Vaste campagne vedono ergersi e svettare nella loro magnificenza aziende da nomi a dire poco blasonati. Un indotto che ruota intorno a loro e vive di loro. Incredibilmente magico.

La seconda tappa è stata la visita della distilleria Glendronach.

Viaggio in Scozia alla scoperta di whisky e distillerie. Tappa n2: GlenDronach Distillery

Situata nei pressi della cittadina di Huntly, nell'area di Deveron ad est dello Speyside e immersa nella valle del Forgue, la GlenDronach è una piccola distilleria fondata da James Allardice nel 1826 e una delle prime distillerie in Scozia ad ottenere la licenza dopo Excise Act del 1823.

Si narra che Allardice arrivato ad Edimburgo per vendere il suo whisky ricevette una serie di "no, grazie" tanto che non ne vendette una goccia. Per consolarsi passò la serata con alune fanciulle alle quali offerse qualche goccio. Entusiaste del whisky e, avendo contatti in tutti i locali, aiutarono Allardice con la promozione e convinsero i gestori ad acquistarlo, in breve il GlenDronach fu in tutte le taverne della Royal Mile e Allardice acquisì un buon numero di clienti.

Nel 1830 la distilleria passa nelle mani di Walter Scott (della Teaninich) ma dopo circa 6 anni un grave incendio ferma bruscamente la produzione e l'espansione della distilleria. Destino beffardo ma non propriamente insolito per le distillerie di whisky a quei tempi.

Dopo il disastro diverse persone del settore si alterneranno alla guida della distilleria, fino ad arrivare al 1920 e al Capitano Charles Grant (figlio minore di William Grant fondatore della Glenfiddich).

Alfred Barnard descrive le distilleria durante la sua vista nel 1887 come "caratteristica e pittoresca", alimentata esclusivamente da due ruote idrauliche, e la sua acqua, prelevata dalla Dronach Brun, anche se venata di un marrone dorato, è chiara e pulita.

Viaggio in Scozia alla scoperta di whisky e distillerie. Tappa n2: GlenDronach Distillery

La Glendronach rimane sotto il controllo della famiglia Grant fino al 1960, quando  viene venduta alla William Teacher & Sons Ltd. (che nel 1976 sarà inglobata dalla Allied Distillers). Nel 1966 la nuova proprietà porta il numero di alambicchi da 2 a 4 pur mantenendo l'originale riscaldamento degli alambicchi a fiamma diretta. Negli anni Sessanta ormai la quasi totalità delle distillerie utilizzava riscaldare i propri alambicchi in modo 'indiretto', nella maggior parte dei casi a vapore, la GlenDronach invece manteneva una delle sue peculiarità e sarà solo in anni recenti, insieme alla Glenfarclas e alla Springbank, che passerà al riscaldamento indiretto. Ma di questo parleremo più avanti, intanto torniamo alla produzione che va avanti tra alti e bassi fino al 1996 quando la Allied Distillers, ora a capo della GlenDronach, decide di smantellare un'altra delle particolarità di questa distilleria, il malting floor e di acquistare l'orzo già maltato. La Glendronach utilizzava una combinazione di torba e carbone per asciugare il malto d'orzo e ovviamente il distillato che ne usciva, diversamente da ora, era leggermente torbato (intorno ai 14ppm). Successivamente alla dismissione del malting flor la Allied Distillers decide di mettere fuori servizio anche la distilleria.

Viaggio in Scozia alla scoperta di whisky e distillerie. Tappa n2: GlenDronach Distillery

Nel 2002 la produzione riprende e nel 2005 la distilleria viene ceduta alla Pernod Ricard. La Pernod subito dopo l'acquisto ha bisogno di ristrutturare la fabbrica e sospende di nuovo la produzione (per un paio di mesi), inoltre modifica l'alimentazione degli alambicchi e come accennato in precedenza passa dall'alimentazione diretta e quella indiretta.

Un altro cambiamento apportato dalla Pernod riguarda la maturazione del distillato, infatti la distilleria passa dal suo classico invecchiamento in sherry e in alcuni casi in vatting con botti bourbon alla quasi totalità di invecchiamento in botti ex-bourbon. 

Viaggio in Scozia alla scoperta di whisky e distillerie. Tappa n2: GlenDronach Distillery

Nel 2008 la GlenDronach viene acquistata dalla Benriach Distillery Company Ltd. che sotto la guida di Billy Walker riprende a far maturare il proprio distillato in botti ex-sherry. Billy Walker e il suo team hanno svolto un lavoro eccezionale per restituire alla GlenDronach la sua antica reputazione, quella di una distilleria che sapeva produrre il migliore whisky maturato in sherry.

La nuova proprietà ha inoltre ristrutturato i vecchi magazzini a due piani, uno dei pochi nel suo genere in Scozia. Il magazzino era parte del metodo tradizionale di maturazione di questa distilleria e gli appassionati sono convinti che il fatto che ci siano due piani abbia un peso nel processo di maturazione del whisky.

Nel 2016 la Benriach Distillery Company Ltd.  cede la GlenDronach e le sue due altre distillerie (BenRiach e Glenglassaugh) alla Brown-Forman Corporation (proprietaria tra l'altro di Jack Daniel's) per circa 285 milioni di sterline. La spesa oltre alle tre distillerie e ai propri magazzini, comprende anche una fabbrica per l'imbottigliamento e il quartier generale della Benriach Distillery Company Ltd. ad Edimburgo.

Viaggio in Scozia alla scoperta di whisky e distillerie. Tappa n2: GlenDronach Distillery

Lo stile di GlenDronach è un unicum nel panorama degli Scotch whisky: la bassa produzione, di poco più di un milione di litri annui, la rende di fatto una distilleria semi-artigianale, con un approccio rigorosamente tradizionale. Tra le ultime distillerie ad aver abbandonato il pavimento di maltazione e l’alimentazione a fuoco diretto dei quattro alambicchi, conserva però ancora tre delle sei cantine in stile dunnage, dove le botti riposano in orizzontale su pavimenti in terra battuta e sono disposte su appena tre file. E proprio nella grande qualità delle botti di proprietà di GlenDronach sta la grandezza di questa distilleria.

Viaggio in Scozia alla scoperta di whisky e distillerie. Tappa n2: GlenDronach Distillery

L’attenzione estrema verso i processi di invecchiamento e verso i legni ha caratterizzato gli ultimi decenni della storia di GlenDronach. Nelle cantine di maturazione, la stragrande maggioranza dei barili sono di quercia spagnola, perché la distilleria seleziona i migliori barili ex-Oloroso ed ex-Pedro Ximenez.

Questo tipo di invecchiamento è sempre meno frequente nel mondo dello scotch, dati gli alti costi di approvvigionamento e la scarsità di botti che abbiano effettivamente contenuto vino Sherry per anni.

Viaggio in Scozia alla scoperta di whisky e distillerie. Tappa n2: GlenDronach Distillery

Ecco quindi che l’impronta dello Sherry, su cui è basata tutta la gamma degli imbottigliamenti ufficiali, ha reso GlenDronach il marchio favorito di quanti amano questo tipo di invecchiamento.

Va da sé che per sottoporre un distillato a lunghi invecchiamenti in botti di personalità come quelle ex Sherry, bisogna partire da uno spirito dalle spalle larghe, capace di dialogare alla pari col legno. E così le fermentazioni sono lunghe, da 60 a 96 ore, in modo da ottenere un mosto già ricco.

Viaggio in Scozia alla scoperta di whisky e distillerie. Tappa n2: GlenDronach Distillery

Ma soprattutto i quattro alambicchi in funzione a GlenDronach sono bassi, tozzi e con un collo discendente, tutti elementi che riducono il riflusso in fase di distillazione e aiutano ad estrarre un new make spirit “denso”, con robuste note maltose. Tra l’altro fino al 2005 gli alambicchi erano alimentati a fuoco diretto, un metodo di produzione che rendeva ancora più corposo il whisky, e oggi quindi molti single malt di GlenDronach contengono ancora spirito distillato alla maniera tradizionale.

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Ma veniamo adesso agli aspetti più intriganti di questa distilleria. In una parete della sala riunioni c'è un whisky distillato nel 1884 e imbottigliato nel 1915, questa è una di tre bottiglie comperate da tre amici. Quando scoppiò la Prima Guerra Mondiale i 3 si arruolarono e decisero di conservare le bottiglie per quando sarebbero tornati a casa vittoriosi, ma non andò cosi. Due di loro infatti rimasero uccisi e il proprietario della terza la ripose in una credenza, ancora chiusa. Alla sua morte, negli anni '60, la sua famiglia trovò la bottiglia e decise di restituirla alla distilleria. Probabilmente il proprietario non se la sentì di aprirla per rispetto verso i suoi due amici.

A Glendronach vive da sempre una colonia di corvi (rooks). Vuole la leggenda che proteggano il luogo e che, se mai dovessero andarsene o scomparire, ciò significherebbe la fine di Glendronach.

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