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10 vini per il Natale del sommelier Giovanni Starace

WineClub 10 vini per il Natale, i consigli di Giovanni Starace

10 vini per il Natale del sommelier Giovanni Starace

di Giovanni Starace - Sommelier Gran Hotel Angiolieri

Eccoci arrivati alle feste e la solita questione della scelta dei vini per Natale e Capodanno, ideali per accompagnare i tuoi piatti preferiti, preparati da mamme e nonne con grande affetto.

Nonostante la tradizione napoletana voglia che alla Vigilia di Natale si mangi solo pesce, in alcune famiglie e gruppi di amici, sempre più multiculturali, non è raro che si possa festeggiare con altre ricette tipiche basate sulla presenza di carne, pertanto non escludiamo una selezioni di vini natalizi che possano abbinarsi alla grande con tali pietanze o con ricette e gusti "insoliti" per la maggioranza.

Per il nostro cenone della Vigilia e del pranzo di Natale è d’obbligo iniziare con un brindisi, ed in Italia negli ultimi anni la produzione di spumanti è aumentata sia come quantità ma soprattutto in qualità.

10 vini per il Natale del sommelier Giovanni Starace
  • 1) Iniziamo con uno spumante campano, il Pietrafumante, spumante metodo classico di Caprettone 2017 di Casa Setaro situata a Trecase, sul Vesuvio. Ormai da alcuni anni una etichetta che è nella carta dei vini dei migliori ristoranti campani. Il Pietrafumante è un metodo classico fresco e minerale, da uve Caprettone coltivate sul Vesuvio. L’affinamento di 30 mesi sui lieviti dona a queste bollicine delle fragranze fruttate, agrumate e di crosta di pane. In bocca ritroviamo la sua mineralità e freschezza. Il tutto vivacizzato da un perlage molto fine.
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  • 2) Restiamo in Italia con il Franciacorta EBB Extra Brut 2015 di Mosnel. Parliamo di un Franciacorta millesimato, ottenuto da sole uve Chardonnay, matura sui lieviti per almeno 36 mesi in piccole botti di rovere. Dal colore quasi dorato, perlage finissimo, al naso troviamo tanto floreale:,è come passeggiare in un giardino di agrumi sorrentino, sentori di mandarino, fior di limone, ma anche delle note mentolate. In bocca è pieno, elegante, con note agrumate, molto persistente. La sapidità è messa in evidenza dal dosaggio Extra Brut. Un Franciacorta che racchiude eleganza, persistenza ed intensità. Da aperitivo, ma va benissimo anche a tutto pasto specialmente con crostacei vari, tipici delle nostre feste natalizie.
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  • 3) Un vino classico per accompagnare frutti di mare e altre tipologie di pesci è il Greco di Tufo. Da sempre abbinato al classico spaghetti alle vongole, ma il Greco di Tufo regge molto bene anche il confronto con le carni bianche e la mozzarella di bufala. Io ho scelto il Greco di Tufo Vigna Serrone 2018 di Cantine Di Marzo a Tufo. Vino ottenuto da una sola vigna, appunto vigneto Serrone, con suolo ricco di zolfo, argilla e calcare. Fermentazione in acciaio con lieviti autoctoni, affina 9 mesi sui lieviti per ottenere complessità e struttura. Bellissimo colore giallo paglierino, al naso è complesso, con note di pietra focaia e frutta matura a polpa gialla tipica del Greco. Bocca sapida ed avvolgente, decisa la mineralità che fa da sfondo. Vino molto equilibrato. Un bianco di carattere.
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  • 4) Restiamo in Campania e precisamente a Vico Equense, dove sulle sue colline c’è una piccola azienda vinicola che porta il nome di Abbazia di Crapolla. Questa cantina si trova su una terrazza che sovrasta il centro cittadino di Vico Equense, con un panorama mozzafiato che spazia dal Vesuvio, passando per Ischia e finendo a Capri. Il vino è Il Sireo2017 Abbazia di Crapolla, bianco, viene ottenuto da uve Falanghina e Fiano (60%-40%) coltivate su suolo franco sabbioso, ricco di pomici e lapilli, e vinificato in acciaio dove sosta per circa un anno prima dell’imbottigliamento. Elegante con il suo colore quasi dorato, di grande vivacità, che fa presagire un discreto corpo per il suo incedere composto durante le roteazioni nel calice.
    Affascina con note di frutta a pasta bianca, fiori e bucce di agrumi, richiami di macchia mediterranea e note minerali. Il sorso non tradisce affatto: deciso, fresco e sapido. Chiude con equilibrio in un lungo finale che richiama piacevolmente le note agrumate ed erbacee. Invecchia molto bene e ho avuto il piacere di bere le prime annate dopo alcuni anni, erano e restano sempre una piacevole sorpresa. Un vino a cui sono molto legato avendo seguito il suo evolversi sin da quando è nato. Da provare su un piatto di mischiato gentile di Gragnano con frutti di mare ed emulsione al limone.
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  • 5) Continuiamo con la Campania e non potevo non scegliere un Fiano di Avellino. Il Fiano ha nell’Irpinia la sua origine, proprio in questo areale si producono i migliori Fiano, diversi anche a seconda della zona specifica. Io oggi vi porto a Lapio, la sua patria, dove i vini ottenuti sono strutturati, con acidità spiccate che ricordano talvolta i vini di montagna. Il Fiano Avellino Tognano 2017 di Rocca del Principe è la mia proposta. Il Cru Tognano e' ottenuto selezionando proprio le uve dalle piante innestate con il clone centenario (prefillossera). Il colore e l’impronta olfattiva di questo vino sembrano consegnare al bicchiere un racconto tutt’altro che scontato di una annata calda come la 2017. L’aspetto conserva un bel giallo paglierino carico, luminoso, mentre al naso ritroviamo sentori fruttati di frutta a polpa gialla e piacevolissime note agrumate, poi sbuffi balsamici, di macchia mediterranea, e note salmastre. Il vino è secco, avvolge la bocca con la sua morbida piacevolezza, carico di frutto, ha una buona persistenza gustativa e una tessitura molto fine. Perfetto a tutto pasto per le feste.
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  • 6) Il prossimo vino è un Riesling, vino che io amo particolarmente e precisamente vi porto in Mosella nella cantina Schloss Lieser di Thomas Haag. Haag produce grandi Riesling sia secchi che dolci tipici della Mosella.Il Riesling in questione è il Niederberg Helden GG Trocken 2018. Questo vigneto ristrutturato proprio da Thomas Haag, è particolare, dalle sue uve si ottengono vini filigranati, ma allo stesso tempo speziati e con una leggera nota affumicata. Di colore giallo paglierino scarico, brillante nel calice, al naso si presenta con note di agrumi, continua con eleganti nuance di frutta gialla. Al primo sorso sorprende subito con il fruttato elegante, e la sua rotondità. E’ potente e fine allo stesso tempo, contornato da una acidità decisa. Finisce con elegante speziatura e sapidità. Da bere ora, ma anche nei prossimi 10 anni. Perfetto per chi ama mangiare del crudo di mare nelle feste.
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  • 7) Per gli amanti dei vini rossi, possiamo spaziare tra vini non troppo strutturati da bere anche con il pesce o con rossi strutturati per cibi a base di carne. Per la prima tipologia propongo il Lacryma Christi del Vesuvio Fuocoallegro di Casa Setaro a Trecase. Piedirosso al 100%, vinificato in anfore e botti grandi di rovere francesi. Di colore rosso rubino intenso con sfumature porpora, floreale e fruttato, sa di geranio, tipico del piedirosso, note di sottobosco e frutti di bosco, leggera speziatura con note di tabacco e accenti vulcanici. Rotondo ed equilibrato, tannino vellutato, lungo, persistente con una grande bevibilità. Perfetto con salumi e formaggi di media stagionatura, piatti di pasta saporiti tipici del pranzo di Natale.
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  • 8) Per gli amanti dei vini rossi strutturati propongo il Brunello di Montalcino Baricci 2015. Un Vino schietto che vi porta direttamente con la mente sulle colline toscane. Rosso rubino con sfumature granato, al naso è complesso, con frutta rossa, ciliegia, tabacco, liquirizia, e note balsamiche. Di grande struttura, elegante, tannini presenti e ben levigati, lungo e persistente. Da provare con arrosti saporiti.
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  • 9) Arriviamo ai vini da dessert per finire in bellezza e in dolcezza. Moscato D’Asti L’Astralis 2017 Mongioia Piemonte. Un grande Moscato D’Asti, non troppo dolce, perfetto con il panettone ma anche con altri dolci delle feste. Si presenta con un bouquet intrigante dove troviamo frutta matura, frutta esotica e anche note speziate che non ci aspettiamo normalmente da questo vino. In bocca è fresco e persistente, con note anche di miele e note fruttate. Grandissimo equilibrio tra acidità e freschezza. Ottenuto da una vinificazione complessa che invito di approfondire sul loro sito.
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  • 10) Altri vini dolci molto interessanti sono prodotti in Germania ed in Austria. Sono prodotti con l’appassimento delle uve sulla pianta. Si parte dagli spätlese, fino ad arrivare agli Eiswein. Propongo un vino intermedio tra queste tipologie e precisamente un Auslese da uve Grüner Veltliner prodotto in Austria da una delle più antiche cantine della bassa Austria, Schloss Gobelsburg che ha una grande tradizione di vini dolci. Da uve botritizzate, il vino si presenta con un brillante giallo paglierino, intrigante al naso mostrando tante sfaccettature: troviamo le note tipiche del vitigno, come il pepe bianco, melone, frutta esotica, una leggera speziatura, appena fumé, completa il suo bouquet. In bocca è elegante, sembra danzare tra note dolci e fresche. Lungoil finale. Un vino da provare magari abbinato al panettone classico di Francesco Guida, ma anche con i Roccocò. Con solo 7,5 gradi di alcool, chiudiamo in leggerezza alcolica il pranzo o la cena e vi lascerà magari la possibilità di godervi di un distillato.
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Tanti auguri e buona tavola a tutti.

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