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EVO, tra i trulli non solo ristoranti turistici, c'è anche chi fa sul serio valorizzando il territorio

Recensione Ristorante EVO Alberobello con Chef Gianvito

EVO, tra i trulli non solo ristoranti turistici, c'è anche chi fa sul serio valorizzando il territorio
Ristorante Evo Alberobello
Via Giovanni XXIII, 1, 70011 Alberobello BA
Booking

Le recensioni dei #foodclubbers:

(ogni settimana pubblichiamo i migliori racconti dei membri del gruppo facebook inviati alla redazione)

Pietro Cassese ci racconta Evo Alberobello

Ultima tappa di un piacevole weekend pugliese, è Alberobello, la città dei Trulli, nominati patrimonio mondiale nel 1996 dall’Unesco.

All’interno del Trullo Sovrano, l'unico a vantare un piano sopraelevato, troviamo il ristorante Evo, dello Chef Patron Gianvito Matarrese, noto ai più per aver vinto “4 Ristoranti”, il famoso format condotto da Alessandro Borghese. Una volta arrivati, veniamo accolti dal Direttore di Sala Giuseppe Amodio, il quale ci fa strada tra i bellissimi orti all’interno della struttura, fino ad arrivare al tavolo situato nel dehors.

EVO, tra i trulli non solo ristoranti turistici, c'è anche chi fa sul serio valorizzando il territorio

Accomodati, Giuseppe ci spiega la proposta di Evo...3 menù degustazione.

“I Classici di Evo”, tre portate che hanno reso famoso lo Chef Gianvito: Antipasto, primo e secondo .

“A tutto primi”: Quattro portate a base di primi.

“Sette portate a mano libera della brigata”: Tutto l’estro dello Chef e della sua brigata.

Dovendo affrontare un viaggio in macchina di più di 3h e consigliati da Giuseppe, decidiamo di provare l’essenza di Evo e ci fiondiamo sul menù da tre portate, che deve essere lo stesso per tutti i commensali, chiediamo di poter modificare una portata causa intolleranza della mia fidanzata al pistacchio, presente nelle Orecchiette XXL. Senza alcun problema viene accolta questa piccola richiesta.

Pronti ad iniziare il pranzo, passiamo alla scelta del beverage, qui si evidenzia la filosofia del locale. Evo è bio con il suo orto e sceglie solo cantine pugliesi.

Consigliati dal giovane sommelier Claudio Giannuzzi, con esperienze in vari ristoranti rinomati come Bros e Pasha, optiamo per un orange wine, Quarto Colore di Cantine Imperatori. Pampanuto in purezza, vino pugliese e Bio, appunto.

Benvenuto:

Iniziamo con un originale e saporito benvenuto, una nuvola di riso, con una salsa di carbonara, guanciale croccante e cipolla rossa al caramello, servita in un cartone (stile pizza), rinominato “Puglia Inside”. Un buon inizio!

Antipasto:

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“Vitello tonnato”

Un cubo di pane alla base, siringato all’acqua di pomodoro, con carpaccio di vitello, salsa tonnata, croccante al mais, mostarda di pomodoro, senape e miele. Nel presentarci il piatto, Giuseppe ci racconta un’altra caratteristica della filosofia di Evo: in pochissime preparazioni viene utilizzato il sale, fatta eccezione per la lievitati. Questo ha avvalorato il piatto, che risulta al palato estremamente bilanciato e gustoso.

Primo:

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“Orecchiette XXL”

Elemento di discussione nella famosa puntata in onda anni fa, sono delle orecchiette 85%farina di semola, 15% di farina integrale, pesto di pistacchio, capocollo di Martina Franca Dop, piselli freschi e cacioricotta di Alberobello. Nulla da dire, golose, saporite. Le materie prime qui sono protagoniste indiscusse. La peculiarità, oltre alla grandezza inusuale delle orecchiette (XXL), è che vengono servite con il cucchiaio. Questo, ci ha spiegato poi lo Chef, è voluto per far sì che l’ospite riesca a prendere tutti gli ingredienti in un sol boccone.

“Si può avere un altro piatto?!” Cit. Per la mia fidanzata:

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“Baccalá CBT, Piselli e Caciocavallo all’arancia”

Il baccalà viene cotto in CBT, per poi essere scottato ed adagiato su di una salsa ai piselli con delle chips di Caciocavallo. Piatto bello e buono, nonostante io non sia un’amante del Baccalá. La cottura era perfetta.

Secondo:

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“Bombette”

Bombette di maiale con formaggio al prezzemolo all’interno, spennellate con miele all’arancia rossa, maionese caffè e pomodoro e mais al caramello salato. Altro giro altra rivisitazione, anche qui l’equilibrio la fa da padrone, la grassezza del maiale viene ben bilanciata dal miele all’arancia rossa e dalla maionese. Goduriose!

Finito il percorso, viriamo su dessert e sul “Tirababbá”, diviso poi in due. Buono ma non riesce a far breccia come le precedenti portate.

Il Direttore, Giuseppe, per tutto il corso del pranzo, non smette mai di coccolarci, offrendoci un buonissimo amaro pugliese alle erbe, che, ahimè, non mi sono appuntato. Svuotata un po’ la sala, potendosi trattenere un po’ di più, Giuseppe il Direttore ci racconta delle sue varie esperienze, tra strutture 5 stelle, nazionali ed internazionali, con aneddoti davvero singolari e divertenti. Simpaticissimo e preparato anche il Sommelier Claudio Giannuzzi, con idee ben chiare: esaltare la territorialità ed i vini biodinamici. E’ stato molto piacevole confrontarsi. Prima dei saluti, a portarci il conto è stato proprio lo Chef Gianvito, che si è assicurato della riuscita del pranzo e che tutto fosse stato di nostro gradimento.

Conclusioni Ristorante EVO

Evo è una sosta piacevolissima, la location è splendida e rasserenante. La filosofia di valorizzare il territorio con una cucina ricercata e moderna si riflette in ogni portata. La sala è ben curata da Giuseppe e Claudio, nonostante sia una “coppia” nuova e ancora in “rodaggio”, si percepisce già una certa alchimia. In definitiva se vi trovate in Puglia, in zona Valle d’Itria o state organizzando un viaggio alla volta di Alberobello, Evo è una fermata da fare. Noi ci torneremo perché la Puglia ci ha rapito e alla prossima ci affideremo completamente nelle mani dello Chef Gianvito, della Sous Chef Debora Dipinto e della Commis Jasmine D’Arpa, provando il menù a mani libere della brigata!

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