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Grida Cocktail Bar – l’anti speak-easy ed i consigli del titolare Vincenzo De Falco per i cocktail sotto l’albero

Visita da Grida, cocktail bar in Pozzuoli, e consigli di miscelazione per Natale

Grida Cocktail Bar – l’anti speak-easy ed i consigli del titolare Vincenzo De Falco per i cocktail sotto l’albero

Grida Cocktail Bar

Via Carlo Rosini, 10 - 80078 Pozzuoli NA
Mob: 334 227 1040
Tel: 081 1863 1125
aperto dalla Domenica al Lunedi ore 18,00 - 02,00

Amplia la formula il cocktail bar Grida in Pozzuoli, con serate dedicate alla musica live ed una rinnovata offerta eno-gastronomica.

IL FORMAT E LE NUOVE PROPOSTE IN CARTA

Un locale che nasce sotto l’egida dell’ossimoro, Grida Cocktail Bar, che vede l’owner Vincenzo De Falco collocato fra elementi giustapposti, il materico del suggestivo Rione Terra, e le influenze marine del Golfo prospiciente la località Flegrea.

Grida Cocktail Bar – l’anti speak-easy ed i consigli del titolare Vincenzo De Falco per i cocktail sotto l’albero

Analogamente, la necessità di trovare una quadra fra le proprie esperienze lavorative pregresse – direttore di sala in bistrot – e la scommessa dell’apertura, cinque anni orsono, in uno degli angoli più panoramici di Pozzuoli - “che garantiva una maggiore flessibilità rispetto all’offerta partenopea”, ci dice Vincenzo - dopo studi da autodidatta ed un apprendistato al Jerry Thomas capitolino.

Grida Cocktail Bar – l’anti speak-easy ed i consigli del titolare Vincenzo De Falco per i cocktail sotto l’albero

Un continuo oscillare, dunque, fra esigenze di specializzazione professionale e vocazione all’accoglienza, fatta di improvvisazione e calda gestualità, con un imprimatur partenopeo, ed una vera e propria autarchia gestionale – tutto, dagli arredi delle sale all’allestimento del dehor esterno, è stato curato personalmente dall’owner e dai dipendenti collaboratori.Grida Cocktail Bar – l’anti speak-easy ed i consigli del titolare Vincenzo De Falco per i cocktail sotto l’albero

Grida Cocktail Bar – l’anti speak-easy ed i consigli del titolare Vincenzo De Falco per i cocktail sotto l’albero

Un “anti-speak-easy”, dunque, che, mutuando le parole del proprietario – affiancato al banco dall’inseparabile bar-tender Gennaro “Genny” Miano, ed in cucina dallo chef Carlo Tarallo - fa dell’amore per la tradizione della miscelazione il proprio paradigma operativo, elidendo i richiami all’epoca del proibizionismo: i classici cocktail in “twist”, in rivisitazioni a volte irriverenti, ma saldamenti ancorati alle origini, prediletti non a caso da turisti e militari americani, stanziali nella zona.

Grida Cocktail Bar – l’anti speak-easy ed i consigli del titolare Vincenzo De Falco per i cocktail sotto l’albero

Splendida e da preservare la nuova sala, rilevata due anni orsono, con vestigia risalenti all’epoca romana – l’apertura originaria risale al 2019 – che verrà adibita a performance musicali ed eventi culturali: funzionale la proposta gastronomica, con richiami alla tradizione regionale, e coerente la carta dei cocktail, divisi sotto il profilo storico-cronologico, fra “cereali”, sugarcane”, “amaricante” ed “unforgettables”, con un’accattivante grafica, anche questa “home-made”.

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I COCKTAIL DI NATALE DI VINCENZO “GRIDA” DE FALCO

Divertissement per le imminenti festività Natalizie – ma neanche troppo, atteso il crescente interesse dei consumatori per la miscelazione, e le tecniche di abbinamento con il cibo – abbiamo immaginato con Vincenzo un ipotetico menu di cocktail, in pairing con i tradizionali piatti della tradizione Natalizia.

Grida Cocktail Bar – l’anti speak-easy ed i consigli del titolare Vincenzo De Falco per i cocktail sotto l’albero

“Partendo dagli appetizer, ad esempio la pizza di scarole, presente anche qui da noi in carta, anche se stasera assaggeremo una piadina con cicoli e friarielli, potremmo esordire con il Carolà, ottenuto con Amaro Montenegro, limone, angostura, soda, ingredienti tutti di facile reperibilità, e presenti solitamente nelle nostre case” ci dice Vincenzo, “in cui la nota citrica ha un effetto di pulizia al palato, e propiziatoria dell’appetito, per affrontare la sostanziosa cena, sembra quasi un idromele, bevanda molto diffusa nei paesi anglosassoni”.

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“Ancora, ipotizziamo che come primo abbiamo la minestra maritata, un classico della tradizione partenopea che amo, su questa potremmo abbinarci un New York Sour, con Bourbon, limone, zucchero, albume e vino rosso, come si vede anche questo basic in relazione alla composizione, eppure di grande fascino gustativo”, perché, chiosa Vincenzo, “la gente vuole rilassarsi bevendo, senza essere tediata con metodologie complicate o ingredienti astrusi”.

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“Infine, passando al secondo, che può essere della carne in brodo, sia essa manzo o cappone, ci vedrei bene il nostro Tipperary n. 2, cocktail che proviene dall’Irlanda, a base di whisky irlandese, vermouth rosso, chartreuse verde e bitter angostura, stile Manhattan, giusto connubio fra dolcezza aromatica e gusto asciutto e pungente, in grado di sostenere la complessità della preparazione, qui lo gusteremo con un delizioso pastrami e focaccia home made, un buon viatico per gli imminenti auguri di Natale”.

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