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Mangiare sulla tavoletta del wc: la soluzione "igienica" di una ristoratrice napoletana che non ha sala esterna o dehors

Napoli: non ha sala esterna o dehors e utilizza tavolette del wc: il falshmob della ristoratrice

Mangiare sulla tavoletta del wc: la soluzione "igienica" di una ristoratrice napoletana che non ha sala esterna o dehors

Non è certo una novità che la scelta di far ripartire la ristorazione ma solo per chi avesse la possibilità di sale esterne abbia creato un ulteriore malcontento e abbia dato un ennesimo segno di superficialità nei confronti della ristorazione, la cenerentola conclamata di questo susseguirsi di decreti e dpcm.

Oltre a chi non si trova a disporre già di dehors o simil-tali, c’è un’intera parte di ristoratori che si trova locato in zone che non permettono minimamente l’opzione - come i centri storici, sia per gli spazi a disposizione sia al fine di una serena coabitazione con i residenti. Tutto ciò costringe tanti a dover ancora posticipare la riapertura ed a vedersi un intero mese di incassi scivolar via tra mani per non dire “buttare nel cesso”.

Mangiare sulla tavoletta del wc: la soluzione "igienica" di una ristoratrice napoletana che non ha sala esterna o dehors
Nives Monda spiega l'idea del flshmob

Ed e proprio questo il concetto raccontato, figurativamente e non, da Nives Monda, titolare della Taverna Santa Chiara che si è resa ideatrice e protagonista di una acutissima provocazione: il flashmob dal titoloSiamo finiti nel c***o”. La Taverna Santa Chiara è un piccolo ristorante tipico situato nel centro storico di Napoli, dove la cucina tradizionale si abbina all'uso della materia prima di qualità. La Taverna rientra nelle Osterie Slow Food d'Italia ed è presente sulla guida Lonely Planet. La conduzione è di tipo familiare con staff e titolati particolarmente attenti a restare aggiornati ma soprattutto a valorizzare sempre la tradizione anche con eventi musicali o gastronomici.

Mangiare sulla tavoletta del wc: la soluzione "igienica" di una ristoratrice napoletana che non ha sala esterna o dehors
L'ingresso di Taverna Santa Chiara e lo chef Potito Izzo

Ieri dalle 15,00, dalla Taverna Santa Chiara è stata organizzata una diretta dalla propria pagina facebook per rendere tutti partecipi del provocatorio e accattivante flashmob organizzato di cui il nome forse già dice tutto: "Siamo finiti nel c***o" si chiama ed è stato dedicato a tutti i colleghi che non hanno potuto aprire perché privi di #dehors, ma anche agli altri ristoratori che comunque soffrono di una situazione paradossale.

Così Nives ha servito ad alcuni clienti e amici delle tavolette da wc da “indossare” e su cui poter consumare i loro piatti. Lo scopo principale resta quello di focalizzare l’attenzione sulle difficoltà che tanti ristorati continuano a vivere nonostante sia stata data a tutti (ma anche no) la (finta) possibilità di riaprire. Tutto si è svolto all’esterno del ristorante Taverna Santa Chiara, a Napoli nella omonima strada del centro storico della città partenopea.

Mangiare sulla tavoletta del wc: la soluzione "igienica" di una ristoratrice napoletana che non ha sala esterna o dehors

La titolare, Nives, spiega la sua provocazione, ironizzando sulla scelta “igienica” delle tavolette da wc ma anche e soprattutto raccontando di una parte del settore al quale non è stata ancora data la possibilità di lavorare. Nives lancia anche una proposta: rendere quelle strade zona pedonale, dando ai ristoratori l’opportunità di svolgere il loro servizio ai tavoli e poter convivere con gli abitanti del posto in serenità. Sottolinea di voler difendere l’idea di lavorare sempre in armonia con il quartiere e proprio perché tutti vogliono sopravvivere sarebbe davvero un atto poco rispettoso bloccare i transiti con dehors inadatti.

Dal 1 giugno sarà possibile riaprire anche le sale interne ma la titolare della Taverna Santa Chiara ci tiene a sottolineare che la provocazione resta valida e come darle torto, visto che le scelte del nostro Governo fino agli ultimi provvedimenti del decreto riaperture si erano mostrate per l’ennesima volta pregiudizievoli nei confronti del settore ospitalità.

Ancora una volta la collaborazione e la coesione sembrano essere la vera necessità di questo mondo e infatti per salvare l’economia del quartiere i commercianti si sono uniti in un progetto di economia circolare per salvare il territorio nelle sue ricchezze, a rimarcare che il centro storico è un quartiere a matrice popolare. Dunque non solo ristorazione ma tutto ciò che ha bisogno di essere tutelato.

L'iniziativa è a supporto di una petizione avviata su change.org al fine di avere indennizzi per tutti i ristoratori che non avendo la possibilità di aprire all’aperto, perderanno un mese di incassi.

Ecco il link per firmare la petizione!

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