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PROGETTO KBIRR – L’ARTE DEL BIRRIFICIO MULTISENSORIALE ED INTERDISCIPLINARE DI FABIO DITTO

Il progetto KBirr di Fabio Ditto si amplia, con una nuova birra ed un open day

PROGETTO KBIRR – L’ARTE DEL BIRRIFICIO MULTISENSORIALE ED INTERDISCIPLINARE DI FABIO DITTO

Si amplia il birrificio Kbirr di Fabio Ditto, con un open day dedicato alla stampa ed operatori di settore, accogliendo opere d’arte, installazioni di artisti napoletani, e la cucina stellata di Chef Domenico Iavarone.

LA STORIA AZIENDALE

Dal 2016, anno di fondazione, il marchio KBirr è divenuto sinonimo di assoluta qualità ed artigianalità del prodotto, espandendosi dai confini campani in ambiti ben più distanti – non da ultimi, i mercati asiatici ne sono divenuti importanti referenti.

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Birra – Kbirr è un’artigianale non pastorizzata, prodotta interamente in Campania, declinata in sette tipologie, Lager, Strong Lager, Scotch Ale, Imperial Stout, Red Strong Ale, American Pale Ale e Golden Ale, per soddisfare ogni gusto e stile, e rispettivamente delle etichette di grande creatività e stile.PROGETTO KBIRR – L’ARTE DEL BIRRIFICIO MULTISENSORIALE ED INTERDISCIPLINARE DI FABIO DITTO

KBirr, nell’impostazione del fondatore Fabio Ditto, è una birra che sin dall’elemento nominale – traslazione dell’espressione in dialetto napoletano – rimarca il profondo legame con il proprio territorio, popolare ma volto ad un continuo perfezionamento nell’ottica del consumatore finale, in sinergia con il mondo artistico pop e delle icone culturali partenopee.

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Il 2018 segna il passo con l’apertura di Casa KBirr, spazio ristorativo e prima casa della birra artigianale a pochi passi dalla storica Villa Campolieto di Torre del Greco, con piatti della tradizione, dunque a valorizzare il connubio gastronomico dei prodotti.

Casa Kbirr, infine, si staglia nel panorama attuale come birrificio che si distingue anche sotto il profilo architettonico della sede, eco-sostenibile e verticale, dotato di un impianto produttivo che recupera acqua ed energia, proiettato verso l’obiettivo ultimo dell’autosufficienza energetica.

L’EVENTO

Il birrificio KBirr ha aperto le sue porte, nel corso di un open day ubicato nei suoi nuovi ed avanguardistici capannoni industriali, per illustrare agli ospiti le tecniche di lavorazione, una trasparenza produttiva “sincretica” poiché contaminata con altre forme di espressione artistica, senza sminuire l’elemento gastronomico.

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Dunque, ospiti gli artisti che in questi anni hanno avuto interazioni o collaborazioni con il brand per eventi dalla natura composita, si sono ammirate opere di Alessandro Flaminio, Luigi Masecchia, Luca Carnevale, Pasquale Manzo, Luigi Gallo, a comporre una sorta di stratificato mosaico artistico, in una sorta di temporary gallery ispirata ai simboli della cultura partenopea nel mondo.

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A rifinire la proposta d’accoglienza l’estro creativo dello chef Domenico Iavarone – stella Michelin del ristorante Josè Villa Guerra in Torre del Greco – che ha realizzato alcuni dei suoi piatti per l’occasione, utilizzando nella preparazione tre delle birre di casa,

  • la mia oliva ascolana” in cui il ripieno di carne è stato sfumato con la Pullecenhell,
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  • la “pasta mista con piselli astice e latte cotto” con la birra Cuore di Napoli,
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  • ed infine “l’annecchia”, carne marinata con la birra “N’atavot”, accompagnata da salsa tonnata ed insalatina di peperoncini verdi.
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Durante la presentazione è stata anche introdotta l’ultima nata in casa KBirr, la “Cap’ e Fierro”, con l’etichetta interpretata dall’artista Alessandro Flaminio, una strong lager, con note dolci e agrumate, dal corpo pieno e retrogusto luppolato, ottima come birra “gastronomica”.

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Infine, degno epilogo della creativa degustazione, il gelato realizzato dal maestro Giovanni Borreca della pasticceria Pink House di Aversa, su stecco a base di cioccolato fondente monorigine venezuelano al 72%, arricchito dalla birra Natavot Red, in modo eterodosso a sua volto proposto in pairing alla Paliata, una imperial Stout, con note in perfetta armonia di caffè, nocciola e cioccolato amaro.

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