FoodClub | Logo Esdra

Sovranità e sovranismo: il pericolo di giocare con le parole (e i vantaggi della demagogia a basso prezzo)

Nuovo Governo Meloni: il Ministero della Sovranità Alimentare

Sovranità e sovranismo: il pericolo di giocare con le parole (e i vantaggi della demagogia a basso prezzo)

Da ieri si sono scatenati sui social i commenti sulla denominazione che il nuovo Governo ha deciso di assegnare a quello che fino a ieri si chiamava Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali. Vediamo di chiarire alcuni concetti e di spiegare perché il termine più appropriato per commentarla dovrebbe essere solo uno, e anche molto conciso: FUFFA.

La sovranità alimentare è un movimento ideologico di tutto rispetto, nato quasi 30 anni fa per difendere milioni di piccoli produttori locali, soprattutto nel Terzo Mondo, di fronte alle minacce della globalizzazione dei mercati e dei consumi alimentari. È conosciuto anche come Via Campesina (la via dei contadini) e si batte ancora oggi con successo, soprattutto per contrastare lo strapotere delle multinazionali produttrici di sementi e dei colossi della grande distribuzione. È il classico, encomiabilissimo fenomeno nato dal basso e recepito ormai anche nei grandi consessi internazionali, come la FAO, per rappresentare gli interessi degli attori più deboli delle filiere del food.

L’Italia però non è Haiti, l’Honduras, l’Indonesia o il Brasile, ma è uno dei Paesi più importanti del mondo nella commercializzazione di prodotti alimentari di qualità, ed è parte integrante dell’Unione Europea e del WTO, l’organizzazione mondiale del commercio: due organizzazioni che prima stabiliscono, col contributo di tutti, le regole del gioco e poi pretendono che queste siano rispettate. E quindi non si capisce come l’obiettivo del Ministero che in questi consessi dovrebbe rappresentarci e difendere i nostri interessi economici in campo agroalimentare possa consistere nel creare barriere all’ingresso e contrastare i commerci internazionali, considerato che l’anno scorso, malgrado gli effetti della pandemia, il nostro attivo in questo settore ha superato per la prima volta nella storia la soglia dei 50 miliardi.

(https://www.ismeamercati.it/flex/cm/pages/ServeAttachment.php/L/IT/D/1%252F1%252F5%252FD.0e42ff807ea2c66691c4/P/BLOB%3AID%3D12070/E/pdf?mode=download).

Le obiezioni che alcuni fanno a questi ragionamenti sono essenzialmente due.

La prima è che questo nuovo approccio eviterebbe di importare dall’estero prodotti di bassa qualità e aiuterebbe a difendere meglio le nostre eccellenze dalla concorrenza sleale di chi altrove li imita liberamente. Falso: le regole per evitare questi problemi esistono, sono chiarissime e se non lo sono abbastanza l’Italia possiede tutti gli strumenti e ha l’autorità per modificarle in sede internazionale. E se alcuni Paesi (gli USA, per esempio) queste regole non vogliono adottarle è perché lì prevalgono scelte di tipo protezionistico, che nessuna sovranità (o meglio sovranismo) potrà mai modificare.  

La seconda è che in questa nuova definizione del Ministero non ci sarebbe tutto sommato nulla di sconvolgente, visto che anche la Francia, nostro storico competitore in campo alimentare, si è data un Ministère de l’Agriculture et de la Souveraineté Alimentaire. Dimenticano, costoro, che la Francia non è solo una grande esportatrice di prodotti alimentari, ma lo è anche di derrate agricole. A differenza dell’Italia, che è costretta ad importare ogni anno il doppio (16,3 Miliardi l’anno scorso) delle materie prime agricole che riesce ad esportare (7,8 Miliardi).

Se quindi la Francia ha utilizzato (seppur impropriamente, e anche in questo caso per pura demagogia) questa denominazione per il suo Ministero dell’Agricoltura, lo ha fatto sapendo di poterselo teoricamente permettere, essendo un Paese del tutto autosufficiente in campo alimentare, mentre la nostra economia correrebbe rischi enormi se la voglia di autarchia del nuovo Governo (che sembra la vera matrice di questa nuova denominazione del Ministero) fosse realmente implementata. Si darebbe un colpo di grazia mortale non solo alle nostre tanto decantate eccellenze alimentari, ma anche alla nostra industria meccanica, che è ai primi posti nel mondo per la produzione di macchine per l’agricoltura e per l’industria alimentare.

Seguici su facebook foodclub.it

Entra nel vivo della discussione sul nostro gruppo, un luogo libero dove professionisti della ristorazione, clienti e #foodlovers si confrontano sui temi del giorno: Join the #foodclubbers Be#foodclubber