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Wine Club: Vigna delle Volpi Piedirosso dei Campi Flegrei 2016 Agnanum

Degustazione Wine Club Vigna delle Volpi Piedirosso dei Campi Flegrei 2016 Agnanum

Wine Club: Vigna delle Volpi Piedirosso dei Campi Flegrei 2016 Agnanum

Chi ha ancora una bottiglia del Vigna delle Volpi 2016 di Raffaele Moccia, custodisce un tesoro. In questa annata il cru di piedirosso di Agnanum ha ricevuto i massimi riconoscimenti un po’ da tutte le guide di settore. Una vera e propria standing ovation all’impegno del vigneronche resiste tra le vigne metropolitane di Napoli. Proprio così, con l’aiuto di suo padre ultra ottantenne, e del figlio, ha affrontato una fatica titanica, ricoprendo di vigneto la fascia collinare di questo quartiere napoletano. Agnanum è il cratere di uno dei tanti vulcani che fanno ardere i Campi Flegrei, ce ne sono almeno una quarantina. Al suo fianco riposa silenzioso il cratere degli Astroni, oasi del WWF, dentro il quale si custodisce un bosco incantato. Da questa selva silente arrivano, attraverso un buco nell’antico muro di confine, le volpi a mangiare i grappoli di piedirosso - da qui il nome Vigna delle Volpi. A Raffaele non dispiace la loro visita e per tale motivo non ha mai provveduto a rattoppare il buco. Tempo fa l’ho definito l’Avatar di Agnano, essendo anche lui una creatura che vive con profondità una sorta di misticismo verso la natura e la vigna. E’ questo un luogo ricco di contraddizioni e di fascino: chi è venuto da queste parti sa che la speculazione edilizia ha compiuto scempio, mentre nei vigneti di Raffaele ci si ritrova in un’oasi di piacere e di riflessione. Alcune delle viti superano i 50 anni e sono a piede franco. Qui il terreno sabbioso e vulcanico ha tenuto lontana la minaccia della fillossera. Il piedirosso tra queste terrazze dal suolo sottile come cipria si esprime meravigliosamente.

All'Assaggio

Con l’annata 2016 raggiunge un punto di eleganza sulla quale il vino sembra danzare, senza sbagliare un passo, leggiadro e fiero. Molto espressivo già nei profumi che ricordano i piccoli frutti rossi del sottobosco, la viola, decisa la vena minerale di grafite, discreto il tocco balsamico. Sa incantare all’assaggio che avvolge, vibra di energia, incede su toni scuri, tannini discreti e di gran razza, veloce è il passo sulla spinta della freschezza che è dominate e precisa, rimanda profondità e un sorprendente senso di pacato benessere.