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Coffele in terra di Soave è un modello virtuoso di sostenibilità ambientale Intervista a Chaira Coffele ecco come il progetto sia entrato in ogni scelta aziendale

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Coffele in terra di Soave è un modello virtuoso di sostenibilità ambientale Intervista a Chaira Coffele ecco come il progetto sia entrato in ogni scelta aziendale

Finalmente l’ecologia entra a fare parte della Costituzione Italiana: martedì 8 febbraio 2022, la Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva la modifica a due articoli della Costituzione italiana, il 9 e il 41, integrandoli con i riferimenti all’ambiente, alla biodiversità, agli ecosistemi e agli animali.

Un passo importante che attendavamo da tempo. Il settore dell’agricoltura ha molto a che fare con l’ecosistema, più di quanto immaginiamo, anzi, troppo spesso quello che crediamo essere un mondo graziosamente bucolico è causa rilevante di inquinamento. Per fortuna già da diversi anni ci sono aziende agricole, e vitivinicole nello specifico, che si impegnano, anche con ingegnosità, a progettare e adottare metodi e iniziative che riducano il più possibile l’impatto con l’ambiente.

Coffele è un modello virtuoso tra le bellissime colline del territorio del Soave Classico.

Non solo grandi vini, ma una coscienza green sensibile e attivissima che ci racconta Chiara Coffele in questa intervista.

Coffele in terra di Soave è un modello virtuoso di sostenibilità ambientale Intervista a Chaira Coffele ecco come il progetto sia entrato in ogni scelta aziendale

Chiara, sulle colline del Soave Classico, bellissime, la tua azienda agricola è stata la prima al mondo a realizzare un vigneto moderno totalmente biologico e libero da CO2. Ci racconti il vostro progetto divenuto poi un modello per altri?

Coffele in terra di Soave è un modello virtuoso di sostenibilità ambientale Intervista a Chaira Coffele ecco come il progetto sia entrato in ogni scelta aziendale

"Diciamo che ci sono state una serie di coincidenze: in primis la passione di mio fratello Alberto per l’equitazione - da cui abbiamo ospitato in Azienda un piccolo allevamento di equini, la fortuna di avere i vigneti in un corpo unico, ma con una biodiversità mantenuta negli anni (quindi con ulivi, querce, acacie, ciliegi), avere le vigne su un terreno inizialmente pendente ma poi terrazzato, la collaborazione con un’azienda di Soave leader nella produzione di batterie (Midac)- con cui abbiamo presentato il progetto di lavoro in vigna col cavallo all’Expo nel 2015, poi l’Università di Agraria di Padova con il Consorzio del Soave ha scelto la nostra azienda per due progetti pilota legati alla sostenibilità (ITAca -un impianto di trattamento fisso – senza quindi intervenire col trattore in vigna) e uno studio (SOILution System) sull’erosione del suolo in terreni di forte pendenza e i cambiamenti climatici.

Insomma, siamo anche stati fortunati ad avere avuto delle condizioni ottimali ma anche delle persone competenti a disposizione dell’azienda!"

La vostra è una azienda con più di 150 vendemmie, attiva in un territorio a sua volta storico qual è il Soave. Sicuramente la competitività e lo stare al passo con i tempi e il mercato sono questioni di primaria importanza. Come possono essere in armonia con le buone pratiche di sostenibilità ambientale?

Coffele in terra di Soave è un modello virtuoso di sostenibilità ambientale Intervista a Chaira Coffele ecco come il progetto sia entrato in ogni scelta aziendale

"Quando parliamo di sostenibilità ambientale, mi viene sempre in mente una domanda che mi fecero dei miei clienti in Norvegia qualche anno fa (nel 2014), quando dissi loro che eravamo diventati biologici certificati. Mi chiesero: “ok, e poi?”.

Quella domanda mi fece capire che essere certificati biologici fosse solo il primo di tanti step per essere sostenibili! "

No solo i cavalli per lavorare le vigne, ma avete introdotto anche pecore e capre. A dirlo sembra un’oasi felice. Ci racconti questo progetto?

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"Ve lo racconto con un aneddoto divertente. Qualche vendemmia fa, mio fratello dovette assentarsi un pomeriggio proprio durante la vendemmia. Prima di andarsene mi disse: mi raccomando, stai attenta che non succeda niente. Dopo un paio d’ore, giro l’occhio verso il fruttaio (dove abbiamo le uve in appassimento in verticale) e vedo il gregge di caprette uscire allegramente, tutte a pancia piena di acini di Garganega in appassimento.

Anche la gestione degli animali è impegnativa e soprattutto non ci si improvvisa allevatori!

Ecco, quel momento non è stato per nulla felice, anzi!"

Coffele in terra di Soave è un modello virtuoso di sostenibilità ambientale Intervista a Chaira Coffele ecco come il progetto sia entrato in ogni scelta aziendale
Da sinistra; Giovanna Visco e Giuseppe Coffele con i figli Alberto e Chiara

Avete valutato di utilizzare per le viti pali in acacia, una scelta legata al rispetto della biodiversità locale, ma che contiene anche altri vantaggi. Dicci di più!

"Vorremmo “sfruttare” al massimo quello che abbiamo in Azienda, tra cui numerose acacie, appunto. Solitamente vengono usati i pali in cemento (che, diciamocelo, sono esteticamente davvero brutti!), oppure quelli in legno di pino che però sono ultimamente molto scadenti. Ci siamo quindi riproposti di poter usare il legno proveniente dalle scarpate dei nostri vigneti."

Il vostro è anche territorio di Recioto che necessita di appassimento delle uve. Qual è in questo caso il vostro programma a basso impatto ambientale?

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"Le nostre uve vengono appassite nella maniera più naturale possibile, ossia “sfruttando” semplicemente la posizione in cui è stato costruito il fruttaio (a ca. 350 m s.l.m.- sopra una specie di ansa dei vigneti in cui converge sempre molto vento). L’unica “tecnologia” è che i finestroni del fruttaio sono collegati ad un PC che automaticamente li apre o li chiude in base alla temperatura e all’umidità interna ed esterna. Nel momento in cui i finestroni si aprono si crea una brezza naturale che permette all’uva di appassire. In fondo, anche quando mettiamo ad asciugare i vestiti preferiamo il vento al sole, no? "

Cascina Albaterra è l’ultimo progetto in casa Coffele, fondato sulla cooperazione, sull’esperienza di accoglienza dell’Associazione sulle Orme Onlus e della Cooperativa Sociale Multiforme Onlus. Di cosa si tratta?

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"Mio fratello e io abbiamo pensato di collaborare con una Comunità di accoglienza presente da molti anni nel nostro Territorio per dare loro la possibilità di “tornare con i piedi per terra”, potendola lavorare e calpestandola tutti i giorni… quando poi ci siamo accorti che il più delle volte quelli che non hanno il contatto con la vera realtà siamo noi, e non loro.

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Pecore Brogna

Da questa collaborazione è nata Cascina Albaterra, una Cooperativa Agricola Sociale, con un allevamento caprino (Camosciate delle Alpi- da cui otteniamo alcuni formaggi), ovino (Pecora Brogna- una razza dei nostri Monti Lessini- che era quasi in estinzione- da cui usiamo la lana e la carne), alcune galline ovaiole e due vini a base Garganega prodotti in stile “naturale” (l’ho virgolettato appositamente!). Il tutto gestito da persone di varie provenienze (non solo etnicamente parlando!), nella speranza che questo progetto li faccia sentire ancora parte di una Comunità."

Il vostro Soave Ca’ Visco, che adoro, raccoglie ogni anno i massimi riconoscimenti dalle guide nazionali ed estere. Come è andata per l’annata 2020?

Coffele in terra di Soave è un modello virtuoso di sostenibilità ambientale Intervista a Chaira Coffele ecco come il progetto sia entrato in ogni scelta aziendale

"Lo scorso novembre è arrivata una mail da Decanter in cui ci chiedevano di spedire in redazione 2 bottiglie del nostro Soave Classico “Ca’ Visco” 2020 perché era stato selezionato tra i 100 vini migliori al mondo. I campioni li abbiamo spediti, sono stati assaggiati nuovamente e il risultato (uscito sul numero di decanter di gennaio 2022) è stato sorprendente: entro i primi 20, unico Soave, uno dei pochi bianchi, uno dei pochissimi bianchi italiani. Direi che non ci possiamo lamentare!"

Mi racconti con pochissime parole il vostro Soave?

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"Il nome Soave ha due grandissime fortune: la prima è che è anche il nome di un Paese, che è un bellissimo Borgo medievale, circondato da colline meravigliose; la seconda è che Soave ha anche un bellissimo significato: “Che dà ai varî sensi e all’animo un’impressione di dolcezza delicata e gentile […] gradevole, armoniosa; […] leggero e piacevole”

Il nostro Soave è proprio così. Un po’ “medievale”, viene dalle colline, delicato e gentile! Come ripeteva sempre nostro papà, il Soave ha tutte le caratteristiche per diventare il “vino bianco classico d’Italia”, e noi ci crediamo!"

Azienda Agricola Coffele - Viticoltori

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