FoodClub | Logo

Davide Campagnolo: Il futuro sarà sicuramente sempre più nazionale.

intervista a Davide Campagnolo di Manifattura Firenze sul futuro post covid-19

Davide Campagnolo: Il futuro sarà sicuramente sempre più nazionale.
Davide Campagnolo: Il futuro sarà sicuramente sempre più nazionale.

Davide Campagnolo fondatore e socio, barista e titolare di MANIFATTURA Firenze (primo locale in Europa con bottiglieria tutta italiana, classificato al 488° posto nella classifica 2019 dei Top 500 Bars). La sua opinione in merito al day after, suona come un "URLO" nostalgico contro il senso di vago ed il fluttuare in un limbo di incertezza di questi mesi. Abbiamo cercato di sentire anche un fratello della ristorazione: il cocktail bar!

Davide Campagnolo: Il futuro sarà sicuramente sempre più nazionale.

Allora Davide come stai vivendo questa pausa?

Parlami di Manifattura dal punto di vista di un mondo come il vostro: 100% italiano.

DOMANDE SERIE A CUI NON SO SE VOGLIO RISPONDERE CON ALTRATTANTA SERIETA'.

Prima ancora che il virus vestisse i panni della matrigna Europa, sempre gravida di nuove braccia, per bocca del figlioccio Conte e dei suoi insindacabili decreti, avevamo già scelto il confino volontario dell'autarchia. Che più di una condanna è sembrato da subito un esaltante rifugio che sempre più persone ha coinvolto e convinto. Quella terra dimenticata è diventata terreno proficuo per tutti. Parlare d'Italia non sembrava più un reato. Quelle bottiglie dimenticate ad impolverare sembrano oggi mai sparite ma anzi si mostrano a braccetto con la malizie di certe tradizione reinventate. Di certe ricette ritrovate in taluni cassetti. L a credibilità del tempo sembra una credenziale ben scambiabile e la corsa a procurarsele necessarie. Ecco giustificati gli "antichi amari" mai conosciuti, il "digestivo" del povero nonno, il "rimedio", "l'elisir" ...insomma anche questo fa parte del genio Italiano e potrebbe essere apprezzato. Il futuro sarà sicuramente sempre più nazionale. La globalizzazione che sembrava inarrestabile quanto inevitabile ripiegata su se stessa non può che risvegliare l'orgoglio delle piccole botteghe ed il lavoro umano. Le privazioni di questi giorni faranno si che si cerchi sempre più quell'umanità che la "minchiologi" ci aveva fatto scordare. Fanculo i cocktail a tre piani dei professionisti del nulla, che ti tengono sempre sotto lo scacco del giudizio. Perchè in fondo "se non sai apprezzare un cotanto sforzo in fondo non sei apprezzabile!" Scordando il primo dei nostri compiti far star bene chi si siede ad un bancone.

Si parla tanta di Delivery ed E-commerce. Pensi che sia attuabile al mondo dei cocktail?

Credo che il "delivero" accontenterà certi pigri, ma solo in certe giornate, e chi vuol comprare un patentino di idoneità alla vita ma... ma il resto cercherà le chiacchere facete e concilianti di un barman ciarliero e passionale. Perchè non è troppo importante quello che gli dici ma che gli dica qualcosa. Che lo rendi partecipe qualora lo voglia di una grande magia che di certo noi ha ammaliato.

Personalmente non vedo un futuro sulla domiciliazione delle nostre bevute. Visto anche che la "legge" nel senso più ampio del termine non è mai chiara ne rassicurante. Lo sforzo dello spostamento per noi vale ancora il prezzo del biglietto.

Cosa si potrebbe fare?

Vorrei poter dire che cercheremo di contenere i costi rendendo più accessibile i nostri servizi ma questo periodo di serrate forzate senza replica di sorta non farà altro che aumentarne i costi. La posticipazione dei balzelli e l'obbligo degli oneri( vedi fornitori e utenze, affitto compreso perchè avere un credito d'imposta quando i soldi non ci sono serve a poco o forse a nulla) non ci salverà dal dover accettare prestiti se pur calmierati dalle banche. Dalle banche perchè mi par inevitabile visto gli ancora oscuri macchinamenti dello stato che vorrebbero a fronte di liquidità, che si mantenessero tutti i dipendenti. Ma questo ahimé risulterà impossibile ai più. Mi pare tacito che aver lasciato agli imprenditori l'onere di questa pandemia per intero è pressoché vergognoso.

Consideriamo la fase 2: quella della ripresa con le limitazioni.

Come cambierà il feeling tra barman e cliente?

Il momento di intimità ”sacra” sarà solo un vecchio ricordo?

Da che parte arrivi questa liquidità il vero problema sarà rendere gestibile le incredibili restrizioni che questa famosa fase due dovrebbe portare. La gente che accalcherà il bancone invece d'incensare il buon andare di una attività diverrà motivo di biasimo e di contravvenzione. Le paratie in plastica, l'alienazione che vorrebbero venderci come ritorno alla vita non è che un pallido simulacro che non può che non ingannare nessuno e soprattutto funzionare. Sarebbe auspicabile che dal momento in cui si dovesse riaprire bastassero, oltre che la cura personale, guanti e mascherine. Semmai con la distribuzione di sanificanti per le mani. Ma niente di più.

Mantenere le distanze diventerebbe impossibile da ottemperare e sacrificherebbe troppo la voglia di tornare ad una bramata normalità.

Conclusioni?

Conclusioni aspettare per poter meglio fare e dare grazia e giustificazione ad una riapertura sia tale ed indubbiamente memorabile.

Firmato un barista titolare.

Davide Campagnolo: Il futuro sarà sicuramente sempre più nazionale.
Davide Campagnolo: Il futuro sarà sicuramente sempre più nazionale.