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I vini per Natale di Alfredo Raucci, sommelier del ristorante Veritas

Alfredo Raucci sommelier di Veritas ristorante una stella Michelin a Napoli ed i suoi vini per Natale

I vini per Natale di Alfredo Raucci, sommelier del ristorante Veritas

Continuano i suggerimenti per il vino da abbinare ai piatti della tradizione natalizia che sfileranno sulle nostre tavole. Questa volta è il turno di Alfredo Raucci, sommelier del ristorante Veritas, a Napoli.

Su Corso Vittorio Emanuele brilla la stella Michelin di questo ristorante che è un porto sicuro, dove ci si sente sempre a casa ed Alfredo è un attore infallibile sulla scena.

I vini per il Natale di Alfredo Raucci

A Natale impari tante cose, tra le quali che non necessariamente diventiamo più buoni, ma sicuramente più brilli.

Sí, perché nei giorni di festa ogni incontro, amico, parente che ritrovi va onorato con almeno un brindisi di buon auspicio per le festività.

Evito di fare il giro dei fantastici bar del mio paese, perché gli ultimi anni sono stati diciamo un tantino impegnativi, quindi mi rintano in casa, do uno mano in cucina alla mamma, e non manca che, durante la preparazione, sia il paese ad entrarmi in casa, con affetto.

Così con gli ospiti in continuo arrivo, stappo bottiglie leggere e divertenti:

un Trentapioli di Salvatore Martusciello o lo Sfumante di Sylva Mala fanno da apripista, accompagnati da qualche tartina che mi piace preparare con un battuto di baccalà, olio evo, due gocce di limone e pepe rosa. Non mi farò mancare un 60 mesi di Castello di Stefanago.

Ci avviciniamo alla cena con bianchi che aumentano mani a mano di struttura.

Di solito porto in tavola le ultime scoperte, come Essumpò di Corrado Corsetti, un fiano scorrevole seppure leggermente macerato, con quel delicato tannino che ben bilancia la grassezza del salmone e l’untuosità dell’insalata di rinforzo, o il Socaire Palomino Fino di Primitivo Collantes che mi rapì sulla via di Cádiz, o il più salino e verticale Bianco G, grillo in purezza di Nino Barraco che ci accompagnerà egregiamente anche sullo spaghetto alle vongole di mammà.

Lo champagne da qualche anno preferisco riservarlo alla parte più importante della nostra cena in famiglia, al re della serata il baccalà fritto.

Quest’anno sperimenteremo l’abbinamento con il Duramen di Alain Mercier, Chardonnay con un saldo di Meunier, molto tostato per l’uso dei legni, potente, energico, appagante.

Con la parte finale, dal pezzettino di formaggio, alla pasticceria; torrone di Ospedaletto di Alpinoro, tarallo di San Martino, mustaccioli e roccocò, ritornerò con la mente a Petrosino, questa minuscola frazione di Marsala dove abbiamo trascorso le vacanze estive onorando il suo Marsala pre-british Pipa 3/4 di Badalucco.

Il pranzo di Natale vedi i rossi protagonisti, per quest’anno ho in scaletta:

A’ Muntagna di Andrea Matrone, una versione alternativa di Lacryma Christi rosso, con l’utilizzo di vitigni antichi, il Rosso di Montalcino 2016 Pian dell’Orino, il Taurasi Terzo Atto 2010 dei Favati ed una bottiglia di Paiagallo, Barolo supersonico di Giovanni Canonica, ci divertiremo ad alternarli tra minestra maritata, pizza di scarole, pasta al forno e laticauda, rigorosamente selezionato da quel macellaio di mio cognato e gli immancabili “mugnatielli” , di cui mia nonna era regina indiscussa.

Buone feste a tutti e mi raccomando bevete con moderazione.

Alfredo Raucci

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